domenica 21 novembre 2010

Manoscritto nel cassetto (di Sandra)

Essendo single mi piace leggere libri di pura chick lit, letteratura per gallinelle, anche se il termine è un po' dispregiativo. Tuttavia la mia amica Sandra Faè ha terminato la stesura di un romanzo che ha per protagonista una donna sposata che mi intriga molto.

Vorrei condividere con voi l'incipit e vi aggiornerò nel caso riesca a trovare un editore (mi vien quasi da dire che il mondo dei matrimoni in crisi, esplorato in questo romanzo è la logica conseguenza di quello delle single: prima sei single, poi rimpiangi il tempo in cui lo eri). 

Questa è la storia di un matrimonio a brandelli raccontata a due voci (tre, le voci sono tre, ci sono anche io: la figlia undicenne!) Va bene: a tre voci corali che si alternano nella narrazione del recupero di un rapporto sfilacciato.

E’ la storia di come, nella vita, occorra dare una seconda (e una terza, una quarta magari) opportunità di riscatto a chi ha sbagliato, se lo si vede intenzionato a ricominciare. E’ la storia di una vita normale che rischia di venir travolta da eventi che normalmente capitano e che bisogna avere la forza di affrontare.


Questa storia ci dice che l’amore è l’unico filo abbastanza robusto per ricucire una coperta rattoppata e farla diventare uno splendido esemplare di patchwork ricco di sfumature, ma che, non necessariamente il filato deve essere rosa!
Francesca


Questa è la storia di un uomo sciocco, un pirla come direbbero a Milano, dove il romanzo è ambientato, che un giorno capisce di aver sbagliato e quando tenta di mettere insieme i cocci viene sconvolto da un nuovo tsunami. E’ la storia di una donna forte che a volte sento di non meritare. E’ la storia di come un errore trascina nel suo gorgo ogni cosa, rischiando di seppellire tre vite sotto le macerie di un terremoto. E’ la storia di una moglie che raspa con le unghie il mucchio di terra che le ho rovesciato addosso e riemerge. E di me, che la sto a guardare e che mi invento mille cose per riconquistare la sua fiducia. E’ la storia di me, che senza lei non sono nulla.

Stefano

Questa è la storia dei miei genitori, di un anno della loro vita, quando io avevo undici anni e li guardavo pensando che i grandi, a volte, sono davvero strani, stravaganti e molto ridicoli. Di tutte le volte che mi sono rifugiata in camera a suonare, per non farli stare in pensiero per me, perché mi accorgevo dei loro sguardi e se avessi dovuto disegnarli li avrei fatti con le saette intorno agli occhi, come nei cartoni animati. Ma alla fine le pupille sono diventate a forma di cuoricini come quando Brigitta guarda Paperone.

Carolina

3 commenti:

Manu ha detto...

Che meraviglia.. spero che l'editore si trovi in fretta.. perché non vedo l'ora di tuffarmi in questo nuovo romanzo!!!
Bellissime le tre descrizioni della storia.. ora mi rimarrà una forte curiosità!!!

Laura CheBirba ha detto...

Io di libri nel cassetto ne ho tre...e quello che mi manca è il coraggio di tirarli fuori e consegnarli ad un'editore...ho paura di un fallimento, di una delusione...allora continuo a dirmi di aspettare fino alla laurea...chissà poi se il coraggio arriverà! Laura

Ilaria Pedra ha detto...

Laura scrivimi una mail se ti va, che parliamo di come inviare un manoscritto ecc.

Un abbraccione