mercoledì 31 ottobre 2012

I personaggi

Se mai dovesse capitarmi di cenare con uno tra i miei scrittori preferiti, mettiamo vivente che già mi pare improbabile figuriamoci aggiungendo l'aggravante di richiamarlo dall'aldilà, e ammettiamo (oggi si va di fantasia) di potergli fare una sola domanda, tanto per non tediarlo, vorrei sapere come i suoi personaggi
si sono palesati a lui. In concreto chiederei a Jonathan Coe come caspita ha inventato la famiglia Trotter.
Perchè la trama è fondamentale, ma io mi innamoro dei protagonisti altrui, e anche dei miei.
Per settimane sono stata in dubbio se riesumare (è pur sempre Halloween tiriamo in ballo qualche scheletro) antiche storie sepolte, per farle risplendere di luce nuova. Lo meriterebbero, davvero, ma non mi veniva
il friccico giusto. E' che in attesa di sto secondo romanzo, ormai definibile il Nirvana, e dell'albo illustrato (progetto n. 2) sto un po' impallata. Per cui ho atteso, tanto il blog è un'ottima palestra, di certo non perdo l'abitudine alla scrittura. Giammai.
Ho aspettato, aspettato fino a quando la traccia di un concorso al quale voglio partecipare (strano, visto che ormai i concorsi per racconti non sono più nelle mie corde - ma questo è diverso per serietà e premio: una cassa di libri) mi ha dato lo spunto.
Appena ho letto gli elementi indispensabili al racconto: acqua, porta un'amica, il vizio peggiore - che devono essere tutti presenti non sceglierne uno -  i personaggi si sono visualizzati e ho dovuto solo farli muovere all'interno della storia.
Questo è il momento felice, quello più bello e atteso. Quello magico, quello per cui scrivo. Ma soprattutto quello che non sai mai se e quando arriverà. Il terrore di ogni autore: e se non dovessi più avere idee?
Perchè vedete io non mi dico "adesso voglio scrivere una storia di..." no, non funziona, non per me almeno. Io aspetto che i personaggi mi parlino, bussino alle mie giornate e risveglino la mia creatività. E divento corpo unico col pc, penso di continuo a loro, il mondo intorno si annulla. Come ora.
"Allora Jonathan dimmi, tu invece come fai?"

12 commenti:

Gioia ha detto...

Invece a me è tanto che i personaggi non vengono a trovarmi... Conosco la sensazione di cui parli. Quella bellissima sensazione che hai quando non puoi fare a meno di pensare alla storia e ai personaggi e ti sembra così reale!!!

chiara.bc ha detto...

Se ti risponde ce lo dici?
Così ti faccio contattare qualche altro defunto a cui vorrei chiedere un paio di cosette... :-)

Cinzia ha detto...

Io invece gli chiederei di Sarah, la narcolettica ;-)

Comunque è così anche per me, il terrore che nessuno venga a bussare alla mia testa per essere disegnato dalla mano.

Daniela ha detto...

Questa sì che è una domanda intrigante! Premesso che non leggo Coen, che non scrivo e quindi ragiono per luoghi comuni, però credo che per prima cosa ti risponderebbe..."dì alle tue amiche di non fare coccodrilli che son vivo e vegeto ahahaha"!!! e poi...bah! credo che si sia guardato ben ben intorno e abbia avuto la fortuna di incontrare "casi letterari" viventi davvero goduriosi, mettendoci poi del suo (mi auguro il contrario per King ad esempio, cioè che sia solo Fantasy eh?). Ognuno di noi è un romanzo no? il genere poi lo stabilisce, purtroppo o per fortuna, la Vita...un abbraccio! torno nel mio stato di lettrice silenziosa, ma sii serena mi raccomando! sono ancora tante le pagine da voltare ;)

Clara ha detto...

Mai abbandonare la scrittura ;-)

Rita ha detto...

ma sai che io controllo sempre i concorsi letterari... e mi dico: "ok è la volta buona" (ultimo il premio eno-gastronomico dei vini santa margherita con feltrinelli)
e sai come va a finire?
che non partecipo mai!
anche questo che dici tu l'avevo letto proprio 2 giorni fa... ed anche un altro qualche giorno fa...
ma finirà a niente anche stavolta!
sai che mi ero iscritta anche ad un gruppo per una specie di "racconto a girare" ognuna iniziava il suo e continuava gli altri e poi riaveva il suo finito dagli altri... no ho mollato appena dopo l'iscrizione...
non ho la testa? non ho la voglia? e dire che mi piaceva un sacco quando facevo giornalismo all'uni!
il corso di scrittura creativa era bellissimo!
amen... continuo a scrappare che è meglio! :)

ps. ti faccio avere il bando del concorso di Trichiana (paese del libro) appena esce ok?

Steve Finnell ha detto...

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El_Gae ha detto...

I pezzi migliori li scrivo quando non ho idee. Ma io non faccio testo perchè non sono uno scrittore.
Io comunque chiederei a Vasquez Montalban come ha fatto a creare Pepe Carvalho.

ero Lucy ha detto...

Bella la descrizione del tuo processo creativo. Uhmmm tra te e Cinzia mi avete messo curiosita', dovro' leggere Coe!

mafalda ha detto...

Bellissimo post, ti capisco molto bene anche se non ho il tuo talento :)

sfollicolatamente ha detto...

Uh, il Rotter's Club, fantastico libro!!!
E grazie a te ora ho cercato il titolo in italiano, Il club dei Brocchi, hihhiii ma dai non e' mica la stessa cosa....e il gioco di parole sul nome di Benjamin Trotter come lo rendono?!?

tri mamma ha detto...

... dovevi scriverlo prima del reading, questo post! :P
(è che leggo troppi manuali e non ci sono personaggi!)

Però anch'io ho pianto con "Salta, corri, canta!"
Grazie per averne accennato!