mercoledì 5 dicembre 2012

Dicembre e indulgenze

Dicembre mi è piombato addosso senza alcun preavviso, tanto che alla prima timbratura in metropolitana il tornello mi ha rimbalzata dicendomi "titolo di viaggio non valido". Porca paletta dopo secoli di abbonamento sui mezzi - e persino treni - pacca sulla fronte, mica mi sono dimenticata di rinnovarlo per dicembre?
Niente di grave, ma dà la misura di quanto mi sia ritrovata nel mese senza rendermene conto.
E' iniziato alla grande col mercatino, l'energia rimane attaccata alla pelle come i brillantini degli addobbi su ciglia, mani, tavoli e un po' ovunque.
Dicembre è un tetris, cerco di affrontarlo al meglio, ma ieri sera mi è caduta una gruccia dalla zona alta del guardaroba in pieno sul naso, sulla gobbetta, gli ometti quelli di legno pesante di una volta!
Urlavo "ahiaiahiaiaihaiahiai" ma mi veniva anche un po' da ridere. Ho messo il ghiaccio e siccome non ho la borsa, ho infilato i cubetti nel guantone da forno; stavo lì sulla poltrona in mezzo agli addobbi a lagnarmi. Sono ancora indolenzita.

Ieri ho ricevuto una bella lettera molto sentita da Katia, la ragazza che scatenò oltre 50 commenti, la ricorderete. Non era una visitatrice occasionale, mi ha inviato una delle sue creazioni all'uncinetto che ben conosco perchè siamo state abbinate in un SAL (organizzato dalla bravissima Stefy l'angolo country) per tutto il 2011. Come dice giustamente lei, nella vita non è mai possibile riavvolgere il nastro, ma, come dico invece io, si può mettere una pietra sulle cose, e ripartire. Ed è quello che intendo fare.
Del resto Katia è stata già sufficientemente punita, il suo blog ha visto un tracollo di visite e commenti dopo il fattaccio. Sono scelte, non mi rimangio ciò che ho scritto, ma cerco di riservare alle amiche la stessa indulgenza che vorrei fosse riservata a me, quando (e se) capita di mettere il piede in fallo. Penso occorra valutare il livello di amicizia, l'entità del torto subito, e anche il momento contingente.
Abbiamo tutti amiche perse lungo il cammino, per svariati motivi, magari anche per la stupida incapacità di fare il primo passo. O anche amiche perdute che non desideriamo affatto ritrovare perchè la delusione è stata troppo cocente e la rottura insanabile. Altre sono andate per la loro strada, senza un vero momento di stacco: è semplicemente finito il tempo da vivere insieme, senza rancori, e se, dovessimo incontrarle per caso, saremmo felici di intrattenerci con loro.
Si commentava da PezzoDiCuore riguardo le ferite dell'anima: spesso ci si chiude a riccio, io credo sia opportuno farlo nei primi giorni, ma poi il cerotto va tolto per lasciare che la ferita all'aria aperta guarisca prima. Sarà circondata da un vivace fermento di pensieri e forse di batteri poco graditi, ma nella quantità dei contatti avrà da guadagnarci. Parer mio, mica scienza infusa.
Clara, non so se mi leggi, ma mi manchi da morire.

13 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

Dai sono contenta che in qualche modo siate riuscite a mtterci una pietra sopra, insieme, tue Katia. Le tre variabili che dici sono proprio un'analisi limpida di quello che bisognerebbe tener presente quando un'amicizia e' messa alla prova, hai ragione! (non mi sembri per niente svampita!)
Ouch che male la gruccia di legno massello O_o
Si Clara ci manchiiiiiiiii

raffaella ha detto...

Pdc diceva “Non passa senza passarci insieme, se ci si ferisce senza accorgersene, se si manca senza rendersene conto, se si calpestano involontariamente (a volte solo per noncuranza) sentimenti ed emozioni, bisogna riconoscerlo, bisogna imparare a dire "mi dispiace" e "come stai?" e "posso fare qualcosa per rimediare?.
“Perché l'amicizia ha un grosso vantaggio sull'amore: è una minestra che riscaldata, può anche essere più buona” e anche io l'ho ribadito sul mio post "Magari". Le persone a cui si vuol bene, mancano se non ci sono.
Raffaella

AdeliaElWakil ha detto...

"Non sono mai troppo presente
perchè per esserci
in amore
bisogna sapersi assentare.
Andare da sola a filare l'assenza
è il bene più prezioso
più ancora della presenza"

Aldo Busi

si
i colpi al naso fanno male.

Adelia

PdC ha detto...

Ci sto provando eh, a togliere il cerotto, all'inizio fa un po' male, ma poi finalmente si respira!

Ho "riscaldato" qualche minestra, quando ne valeva la pena, ma ad esempio, proprio in questi giorni, mi sto rendendo conto che è bella cosa anche lasciar andare, se non si ha più nulla da dirsi.

Brava Sandra, per la nuova opportunità che hai dato a Katia.

Libby ha detto...

Quando si commentano post, difficilmente si capiscono subito le intenzioni. Mancano l'inflessione della voce e le espressioni, a sottolineare cosa si vuole dire e in che modo. Ecco perchè molte volte anche io vengo fraintesa. A volte invece capita di fare dei clamorosi scivoloni, non sempre intenzionali, anzi da parte mia mai intenzionali. Poi si cerca di rattoppare e trovo giusto saper chiedere scusa e spiegarsi. Poi ovvio ci sono persone con la verità in tasca che non andrebbero nemmeno ascoltate!!!

mafalda ha detto...

Sei una bellissima persona.

sfollicolatamente ha detto...

Adelia ma che bella questa poesia! Ora me la segno....

frida ha detto...

Sandra hai ragione anche se a volte non è semplice. Sono contenta di come è andata con katia, il perdono e la comprensione sono le qualità umane che forse più ci dovrebbero appartenere.

barbara inthesky ha detto...

Apprezzo molto la profondità e la delicatezza con le quali parli dei sentimenti e non posso che essere d'accordo con te.

Cristina C. ha detto...

Bella l'ultima frase!! te la copio se mi serve.. mia mamma ogni tanto me lo diceva da piccola "Eccola... senti la Scienza infusa", per darmi della saputella. Per il resto mi sono persa naturalmente qualcosa, ma quello che importa è che accettiamo di perdonare o non farlo ed anche che ci sono persone che fanno un po' di vita con noi e poi prendono un'altra strada. Senza rancore da parte di nessuno.

katia ha detto...

Sandra,eccomi qui,mi sono fatta coraggio e mi riaffaccio con molto garbo e timidezza,come quella del primo giorno di scuola....
grazie,della possibilità che mi dai e grazie anche alle belle parole delle altre lettrici,sono pronta a ricominciare questa amicizia,piano piano come una novellina.....
Credo che in un mondo all'estremo come quello in cui viviamo,le amicizie,anche se lontane e fuori dai canoni,siano una cosa molto importante.....
Ti abbraccio forte..
P.S.Come sta il naso?
Katia

tri mamma ha detto...

Arrivo dalla full immersion :))) un pò incavolata con me stessa per essermi "persa" tante cose!
Sono stata un pò presa ultimamente -basti pensare che ho appeso il Calendario dell'Avvento il giorno 4 :( - ma anche un pò chiusa a riccio. Poi torno a leggervi e mi si riaddobba l'animo :)
Spero che le cose vadano meglio, per il naso ma soprattutto per tua mamma.
Credo che l'amicizia sia un germoglio strano da coltivare, a volte diventa forte e saldo anche senza troppo impegno, altre volte non ne vuole sapere.
Mi spiace per l'auto. Anch'io ho sempre pianto un pò.
ciao

elena fiore ha detto...

Oddio mi hai messo una curiosità con questa storia di Katia e dei 50 commenti...Io arrivo fresca fresca solo ora, e nulla so del regresso avvenuto :-( Sono andata a ritroso coi tuoi post, sino a luglio, ma...niente! Posso avere un aiutino :-) ?
Ciao, elena°*°