domenica 17 giugno 2012

Prenditi cura della tua anima: nessuno potrà farlo al posto tuo!

C'è questa canzone di Rebecca Ferguson "Glitter and Gold" (cercatela su you tube se vi va e, soprattutto, se non la conoscete) che mi piace assai. Non capivo l'intero testo, prima di averlo sotto gli occhi perlomeno, ma ripete "take care of your soul" e questo lo capisco benissimo. Poi ho trovato le parole, che si discostano un po' dal tema di questo post, ma "prenditi cura della tua anima" rimane la base. La canzone riguarda infatti chi più che prendersi cura della propria anima, dovrebbe ritrovarla, perché oro e luccichio non scaldano il cuore nelle notti fredde, insomma il vecchio contrasto tra soldi e sentimenti.
Ispirata dalla musica concludo l'elenco delle professioni che farei, (e ringrazio nuovamene Adriana per il premio) ebbene vorrei essere il ministro della pubblica istruzione.
Forse non ne ho i requisiti, ma dubito di poter fare maggiori danni della Gelmini,
Mi piacerebbe questo ruolo perché potrei rendere obbligatoria la materia "cura dell'anima" fin dalla scuola primaria.
E' un'attività indispensabile alla sopravvivenza serena soprattutto per i maschietti, da sempre castrati nel mostrare sentimenti. E' un obiettivo tanto difficile da perseguire, ma sempre più necessario in una società che va di fretta. Mi vien da dire che i miei nonni avrebbero riso di queste baggianate, e li invidio. Ma i tempi attuali sono troppo diversi, le persone vanno allo sbando per poco, perchè non sanno curarsi l'anima.
Come insegnante vedrei bene un/una psicologo/a ma anche una persona laureata in filosofia, o, addirittura, una che ha molto sofferto e ha continuato imperterrita ad affermare "life is good".
L'anima non si sa bene dove risieda, e questo, capirete, rappresenta già un bel problema. Come faccio a coccolare qualcosa se non so dov'è? Se ho mal di schiena magari mi faccio fare un bel massaggio, una tisana per la pancia sofferente, e un fantastico pediluvio con le palline frizzanti quando i piedi esigono una tregua da scarpe strette e lunghe camminate. Ma con l'anima come la mettiamo? Occorre un vero esperto!
Non che io lo sia, tuttavia credo di essere sulla buona strada per diventarlo, mio malgrado. Vorrei non aver mai avuto bisogno di laurearmi sul campo. Una cura di sicuro è la contemplazione, ma non deve mai scadere nella meditazione, che in questi casi è controproducente perchè poi si sa che la mente comincia a vagare, a rimestare nel calderone del dolore ed è peggio. La buona musica va benissimo, immaginate un'aula in penombra e le note di Pat Metheny che svolazzano sulle teste di alunni assorti. O una carrellata di fotografie di quadri impressionisti appesi alle pareti, molto grandi, coi bimbetti che ammirano i giardini di Monet e si perdono nei suoi colori. Perchè bisogna sempre perdersi, per ritrovarsi.
E il rischio concreto è quello di perdersi troppo, un bicchiere di vino pregiato può aiutare, diventare alcolisti certo no.
Piangere è un passaggio cruciale, come ingurgitare una medicina molto amara. Basta con la storia di non mostrarci in lacrime in pubblico, uno piange quando gli viene. Lasciamo che i maschietti piangano per un torto subito all'asilo (non sono capricci!) basta con frasi tipo "non fare la femminuccia!". Un domani avremo un uomo che sa piangere sulla tomba del padre, ed eviterà di farsi corrodere dentro dalle lacrime mai versate.
Il  succo del discorso è che per quanto chi ci vuole bene potrà aiutarci, consolarci, scrollarci, il vero lavoro sull'anima non può essere demandato, per questo occorre imparare una strategia fin da piccoli, perché quando ne avremo davvero bisogno non avremo il tempo per studiare tattiche. Saremo in guerra e non potremo permetterci di perderla.

Magnete sul mio frigorifero regalo di Marica Vitaasandiego

14 commenti:

ero Lucy ha detto...

Uhmmmm. Che bel post denso denso. Secondo me la meditazione nel senso che tu intendi puo' essere utile ad allontanare la presa di coscienza, ma come sanno bene le persone che soffrono di disturbi dell'umore o di ansia, alla lunga non funziona. A volte bisogna prendere il toro per le corna e avere il coraggio di guardarlo dritto negli occhi per quello che e', anche se e' spaventoso, e tanto. Pero' spesso questo lavoro non si puo' fare da soli, perche' la propria capacita' di analizzare e comprendere arriva fino ad un certo punto, mentre una guida esterna aiuta ad andare verso il cuore senza perdersi troppo nei suoi meandri. Perche' e' li' che si deve arrivare, non alla testa. Ti abbraccio.

Silvia ha detto...

Non posso che darti pienamente ragione, specie per le ultime frasi del tuo post. Buona settimana

Giacomo ha detto...

Ciao Ilaria/Sandra, beh senza tirare in ballo tanto psicologi e filosofi ci sono scuole che fanno molto per la cura e l'accrescimento di una cultura verso i sentimenti... Però sta a te porti in una maniera costruttiva verso le cose che ti insegnano... Io ho fatto il liceo scientifico ma nelle ore di Filosofia, storia, letteratura latina, italiana, inglese, di arte, che era tante spunti e veri propri discorsi sulla cura dell'anima e del proprio io ce ne davano sempre!! non a caso le persone solo scientifiche facevano davvero difficoltà... io me la sono sempre cavate molto bene!! infatti ero una capra in matematica e fisica!! T.T ma non si può avere tutto!! =)

mogliemammadonna ha detto...

Oltre ai rimedi da te indicati aggiungerei guardare il cielo.
Perdermi nell'azzurro per me è terapeutico, come ritrovare più contatto con la natura e i suoi rumori naturali (in questo momento sento uccellini cinguettare e galline chiocciare).
Da poco ho terminato la rilettura di Siddharta eho ricominciato ad apprezzare la lentezza. La vita è più tua se vai più piano, soprattutto in un mondo che corre sempre più veloce.
Baci e buona settimana

Libby ha detto...

Direi che la cura dell'anima è un vero e proprio lavoro. Definire quali sono le cose che la fanno ammalare, subdole e invisibili, sai quella sensazione che ti prende dentro, l'amarezza che non sai dove risiede e non sai come debellare. E' come un malato il cui medico non sa cosa diagnosticargli. La stessa cosa... che senza medicina non ti va via. Bisogna essere forti e capaci per prendersi cura di se stessi...

ClaudiaC ha detto...

beh, e perchè aspettare per questo mestiere? puoi ancora farlo tranquillamente! e secondo me riceveresti molto sostegno!

l'altro giorno ho chiesto a mio figlio (quasi 12anni) dove pensa che si trovi l'anima, lui ha detto che non si vede ma è dappertutto.....:-)

supersmack
ClaudiaC

Marica ha detto...

:-)
mi emoziona e mi porta il buonumore vedere la foto del magnete!

grazie.. e grazie sempre per i tuoi post, che spesso e volentieri mi fanno pensare e meditare, insomma, mi mettono l'anima al lavoro!

Nora* ha detto...

Tutto il tuo discorso... Non fa una piega, ecco. Buona settimana cara, un abbraccione.

L'ovetto creativo ha detto...

Che bel post... carico di pensieri UMANI!!
Anni fa una dottoressa mi ha "insegnato" a piangere e da lì ho conosciuto ed imparato ad amare una nuova parte di me! Quest'anno, invece, mi sono iscritta ad un corso di danza-movimento-terapia e, devo ammettere, riflettere danzando aiuta molto!
Insomma: ognuno dovrebbe trovare il suo modo/spazio/tempo, l'importante è non dimenticarsi di pensare alla propria anima!
Un abbraccio
Antonella

Cristina C. ha detto...

Velocemente ma questo commento altrimenti rischierebbe di diventare lunghissimo, stupenda l'idea di istituire una "materia" per la "cura dell'anima". Verissimo che bisogna insegnare a TUTTI a non vergognarsi dei propri sentimenti. Come non ci vergognamo a ridere, non si capisce perchè non possiamo mostrare senza vergogna le lacrime. Non sono invece d'accordo sul sostenere sempre che "la vita è bella" imperterriti anche quando le cose vanno completamente storte. Mi pare stoni con il resto. Esiste un sacrosanto diritto ad urlare "Ma perchè proprio a me???!!!" o similari. Ad arrabbiarsi con il mondo o con Qualcuno lassù per chi crede, a urlare, a piangere e ad avere voglia di spaccare tutto. E nessuna forza per pensare al domani. Ok, dopo passa. Ma a me quando è successo la vita non mi è mica parsa bella... anche se lo è.

raffaella ha detto...

Ho sempre creduto che per risalire devi prima toccare il fondo. Mia mamma dice che un buon libro non è bello se non fa piangere. Come a dire che il dolore rende più belli. Non so se sia vero ma certo è che alcune anime sono più belle di altre e se guardi più a fondo spesso ti accorgi che quasi tutte hanno in comune il dolore. Le cose belle delle vita comunque, quelle semplici, aiutano a curare l'anima. Ma si deve essere disposti a vederle.

Speranza ha detto...

Credo che gli insegnanti dovrebbero prendersi cura della propria anima, non solo dei registri e programmi! Ne gioverebbe tutta la scuola.

giovanna ha detto...

Cara Ilaria i tuoi ultimi post sono molto profondi e pienamente condivisibili, hai ragione sull'ora di "cura dell'anima",farebbe molto bene a tutti.
Sono anche daccordo sul fatto che bisogna perdersi per ritrovarsi...talvolta e' davvero necessario.
Grazie per trovare sempre il tempo per passare a trovarmi.
Ciao Gio'

Fra ha detto...

dimmi dove ti candidi e io ti voto!!!! Sempre e comunque! Un bacione
Fra