sabato 10 dicembre 2011

La vita che posso (Natale in fucsia)

Il salone di bellezza di Cecilia è gremito: è l'antivigilia di Natale nonchè il suo compleanno. Il ventesimo.
Io la adoro, siedo alla cassa, rilascio scontrini e sorrisi, l'Iva è al 25% ma almeno è ferma da un po'.
Le do una mano volentieri, ha aperto da pochi mesi mentre io, da qualche anno, ho molto tempo libero. L'idea di lavorare fino a 67 anni, come previsto da un sistema pensionistico alla sfascio, avendo iniziato a 19 mi atterriva e sembrava un'esagerazione. Io e mio marito abbiamo abbassato un po' il tenore di vita, economicamente, ma abbiamo acquistato molto con questa mia  libertà che, tutto sommato, era anche logica se fossi andata in pensione come previsto inizialmente, a 54 anni. Posso occuparmi meglio di mia madre, longeva come tutti nella sua famiglia, e dei miei libri. Quando mi dividevo tra adempimenti fiscali e un buon successo con la narrativa per ragazzi ero sempre in bilico sul filo di giornata degne di equilibrismo. Ferie prese per parlare di un mio testo in una scuola, e un sacco di soldi che venivano "buttati" in gastronomia, perchè il tempo per cucinare non c'era mai. E poi ci sono tantissimi svaghi gratuiti come passeggiare, godere la vista di un tramonto, o un buon film a casa, nella nostra splendida casa che abbiamo migliorato con lavori successivi (ah ricordo il 2011 col delirio finestre proprio nel periodo dell'avvento!) che abbiamo sentito nostra fin dal primo momento in cui l'abbiamo vista. Oh, ma come al solito sto divagando. Cecilia ha dimostrato fin da piccola di somigliarmi moltissimo, era stupenda quando mi diceva: "zia abbiamo i capelli uguali". Appassionata di capelli eccola lì, e di borsette, tale e quale alla zia, girava addirittura per casa tenendo in spalla una borsettina fucsia. Fuzia diceva allora. Ha mantenuto queste passioni, il negozio è tutto fuzia e molto femminile. Mi somigliava persino fisicamente, bastava confrontare una mia foto quando avevo 3 anni, identiche, a parte gli occhi, lei verdi, io blu. E poi per fortuna lei è sempre stata alta, e nel tempo, le somiglianze sono un po' scemate, lei è diventata molto più bella, uno splendore, piena di corteggiatori, mentre figuratevi a 20 anni non mi si filava nessuno. Forse deludendo un po' il padre ha scelto l'accademia per parrucchieri, ed ora è una hair sylist eccezionale, va spesso all'estero: Parigi, Londra, New York e se capita io la seguo.
Eppure quanto è stato difficile amarla dapprima, quando mi è stata annunciato il suo arrivo ed io ero in cerca senza portare mai a casa il risultato. E quanto ho dovuto scontare questo inizio molto tiepido in termini di sensi di colpa, quando l'amore per lei era talmente immenso che mi pareva di non poterlo contenere in un abbraccio pieno di baci e carezzine che lei mi faceva senza limitarsi mai.
E alla fine figli non ne abbiamo avuti, e ho imparato che l'accettazione è una gran cosa ma anche essere zia.
E oggi il salone è addobbato, palloncini fuzia ovunque e anche qualche Babbo Natale. Cecilia ha preparato delle borsettina (indovinate di che colore?) per tutte le clienti, le consegno all'uscita e mi guardo di straforo in uno dei tanti specchi. 60 anni, dai ma ben portati. Per lo meno ora i capelli sono sempre in ordine, grazie a Cecilia naturalmente.
Che dire? Tra due giorni è Natale, verranno tutti da noi: alla fine hanno capito che come cuoca non faccio poi tanto pena. E poi per capodanno ci si trova tutti a Firenze. Tutti anzi tutte significa le blog amiche della spiaggia di Nina, tutte madri splendide di figli ormai adolescenti. I nostri mariti, dapprima forse scettici, adesso sono i primi a voler partire, incontrarsi, divertirsi.
In fondo la vita che posso fare è piuttosto simile a quella che avrei voluto. Scrivo molto, pubblico con regolarità, anche se il mio nome non è noto ad un pubblico vastissimo, (mica come Clara famosissima!). Allungo una mano e afferro una fettina di pandoro (l'ho sempre preferita al panettone nonostante mi senta molto milanese) avvolta in un tovagliolo fuzia. Buonissimo.
E il colesterolo? Amen, dai è Natale.
Forse io questa cosa di non essere genitore l'ho accettata meglio di mio marito, ma credo sia solo perchè io ho un blog!
Buon compleanno Cicia, 100 di questi giorni! La tua zia!

(Il fantasma dei natali futuri by Ilaria)

12 commenti:

chiara.bc ha detto...

Mi piace tutto sorella, tranne la faccenda dell'accettazione, non darti per sconfitta e a 60 anni sarai quasi pronta a fare la nonna :-)

Giacomo ha detto...

io mi trovo spesso in difficoltà sai?? i tuoi post sono sempre così carichi, che un commento non può rendere quello che fanno provare. Però sai che i frollini li leggo sempre!!

un abbraccio Giacomo

Clara ha detto...

Sandra, questo post mi ha strappato un sorriso in un pomeriggio uggioso! Famosissima, io mi accontenterei di poter dedicarmi interamente alla scrittura, e lo auguro anche a te. Sull'accettazione, be', sai come la penso. E bellissimo il Capodanno a Firenze ;-) baci e a presto

Silvia ha detto...

Sei riuscita ad esprimere esattamente quello che penso sia un obiettivo per tutti noi: costruirci una vita sostenibile con quel poco o tanto che abbiamo a disposizione. Bello, bellissimo questo post!
(Anch'io preferisco il pandoro!!!)

Cristina C. ha detto...

Posso sorridere e basta?? mi è piaciuto molto questo Natale futuro, ipotetico.....

sfollicolatamente ha detto...

Bellissimo post!

Ma tu ci vedi noi tutte insieme sessantenni rimba, ma sei matta, ma noi distruggiamo Firenze - Altro che canzoncina di Robin Hood: ogni cittaaa'', qualche guaio haaaa...
:-))

(evviva il pandoro, mooolto piu bbono del panettone :-P...)

pinkmommy ha detto...

non ho parole, solo un enorme sorriso che mi ha lasciato questo post, davvero bellissimo!!! (anche per me, pandoro forever!)

Rita ha detto...

Non so... il futuro... potrebbe essere così.. ma anche no!
Io non ci penso per niente... vivo al giornate.. vivo il qui e adesso!
Viva il pandoro... e qualche volta il panettone (da brava milanese quale sono) ma mai con i canditi (da siciliana atipica quale sono!!!)

Angela ha detto...

Semplicemente fantastico, mi piace leggerti e questo merita davvero...grazie! :-)

EligR@pHix ha detto...

E qui io conosco una bambina che invece dice fuchias ...

Molto piacevole questo post. E' bello che tu riesca ad immaginarti. Io il mio futuro faccio fatica ad immaginarmelo. Il mio presente è già di per sè così incerto che non riesco proprio a fantasticare sul futuro, sono in una fase della mia vita in cui vivo alla giornata e non riesco a pensare nemmeno a che cosa potrebbe succedere domani.

giovanna ha detto...

Bellissimo post, io sono una che pensa poco al domani, vivo alla giornata e cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, saro' forse una sciocca?!?
Ti voglio bene Sandra!!!
Ciao Gio'

Silva ha detto...

sono anch'io una "zia non mamma" e i sentimenti di gioia e di invidia li ho provati quando mia sorella ha annunciato la sua maternità...dopo aver provato un mese solo...
ho superato quei periodi con tranquillità e accettazione!
io preferisco il panettone, quello classico con le uvette e i canditi!
baci
Silva