martedì 22 marzo 2011

Una barracuda al bar - Verrà l'estate (forse)

e verrà all'improvviso, come sempre, per poi tornare a far freddo e ci costringerà a tirare fuori di nuovo magari le calze, magari le maniche lunghe, ma arriverà!
E metterò 2 sedie sul marciapiedi, accanto alla porta del Singlebell bar.
E aspetterò che un bimbo si appoggi con il suo visino al banco dei gelati, perchè quest'anno il banco dei gelati lo vogliamo prendere, anche se c'è una gelataria famosa tre metri più in là. Anche se ci occuperà mezzo locale.
E chiederò a Milena se può star un'oretta da sola al bar, per concedermi il primo sole.
E mi cospargerò di crema spessa come yogurt, ma mi scotterò ugualmente: dimentico sempre qualche centimetro di pelle qua e là.
E guarderò fustacchioni accompagnati alle tipiche ragazze milanesi in vacanza, snob e odiose, perchè quì è la dependance marittima della Milano bene.
E io, che alla Milano bene non sono mai appartenuta, ci ho aperto un bar, grande come una cabina da spiaggia, perchè i sogni non hanno dimensione. Ma l'ho aperto.
E mi metterò la bandana, perchè con la bandana, nessuno vede i miei capelli osceni, e fa tanto pirata barracuda.
E mi innamorerò di nuovo.

4 commenti:

Luigi ha detto...

anch'io...

Cristina ha detto...

Bellissimo... Mi ha portata fuori dal tempo...

Maela ha detto...

che bello!! Fa parte del tuo libro??

MondoLili ha detto...

Sono qua ancora che rido per la bandana sui capelli.. come ti capisco!!
Il tuo racconto è forte..mi ha fatto sognare un pò..