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giovedì 6 dicembre 2012

L'incoerenza dell'Imu (e mia)

A un certo punto in ufficio si parla di IMU.
"Ohibò - dico io - non abito alla Reggia di Caserta eppure ho pagato TOT".
Pare che tutti paghino meno di me, ma ci sta, perchè sono l'unica ad abitare a Milano città- e mentre faccio questo ragionamento, tra me e me, considerando che una parte di imposta andrà ai comuni, un collega dice:
"Eh la tua sarà la seconda casa!"
Opperdincibacco! Sarò mica come quei politici a cui regalano appartamenti a loro insaputa?
Vi par possibile che io non sappia se sia la prima o la seconda casa? E' la prima, e unica.

In effetti oggi andava tutto al contrario. Il fax ha cominciato a sputare pagine bianche, fortuna che si vedeva il nome della ditta che stava trasmettendole, l'ho contattata per avvisarli e mi han detto che avevano cambiato l'apparecchio e avevano messo i fogli sottosopra. La foresta amazzonica ringrazia.

Ma tornando all'IMU, alla verità del collega che sa, non posso che provare sconcerto per chiunque pensi di avere la classica verità in tasca. Per chi definisce  il mio modo di comportarmi nei blog "proclami in rete" e "un pappone immangiabile" perchè pensieri e azioni non coincidono, sottolineando tuttavia che questo non vuole essere un giudizio qualitativo. Io penso che lo sia. 

Ma anche il mio collega pensa che io abbia due case! 

sabato 24 novembre 2012

Di pausa pranzo e coccinelle

Non so se questo post susciterà grande interesse o indifferenza.
In teoria tratta di un argomento che è un fenomeno sociale comune a chiunque lavori a tempo pieno fuori casa, e ha la necessità di pranzare.
Sì, parliamo di pausa pranzo. Io ho un'ora dalle 13 alle 14 non trattabile e sono nella condizione molto particolare per cui in azienda c'è una mensa dove i circa 200 dipendenti (tra i quali mio marito) possono pranzare con una trattenuta in busta paga di 87 cent a pasto che comprende 7 punti, mentre io che non sono dipendente ma lavoro lì, ho i ticket. Ecco la faccenda dei punti è un casino che tento di spiegare: ogni "cibo" vale un tot di punti, il più caro 4 punti è il secondo, il meno l'acqua 1 solo punto. Ne consegue che con 7 punti ci si può nutrire. Qui non parliamo di varietà o qualità, è una mensa e stop, ma di quantità. Il mio ticket è da 5 euro. Fino a ottobre avevo diritto a 6 punti (vedi sopra), a novembre c'è stato un aumento e ora posso prendere solo 4 punti. Morale se mangio il pollo devo pagarmi tutto il resto (direi almeno l'acqua e un contorno!). Per cui ho deciso di non mangiare più in mensa perchè lo trovo spropositato.
Che alternative ho?
- andare a casa
- digiunare
- portarmi qualcosa
- andare in un bar
Ho scartato le prime due e ho valutato la terza per qualche giorno, fino a quando mi sono resa conto che mangiare sulla scrivania è una roba tristissima, perchè non cambi il panorama neanche durante la pausa,
occorre preparare la sera prima e suscitare stupide discussioni per aver messo la fetta di torta pasqualina sul radiatore ad aria per riscaldarla. Questo perchè lo faccio io, se lo fa un altro va bene.
Allora ho valutato la quarta opzione, considerando che lavoro nella valle del nulla e non guido mi sono impegnata parecchio e alla fine mi è venuto in mente un bar quì dietro in mezzo al piazzale dei camion col distributore di benzina davanti e niente più e ho visto che dista 8 minuti col mio passo. 8 andare + 8 tornare = 16. Diciamo una passeggiata di 20 minuti che male non fa.
La cosa ha scatenato il bailame del "ma vai da sola?". Dio bono sono andata in vacanza da sola per anni mica mi spaventerà una tavola calda? L'importante era capire se si mangia decentemente (approvato, si mangia proprio bene), i costi (primo 4 euro, secondo con contorno abbondante 6), gentilezza e velocità del personale (niente da dire).
Morale vado lì. Alle 13 timbro (sottolineo timbro!) il cartellino ed esco. Mangio, do un'occhiata al corriere della sera in dotazione del locale, e col caffè mi portano pure un amaretto.
(E l'altro giorno addirittura una fetta di panettone enorme!). Qualche volta viene mio marito, ma non sempre perchè ovviamente a lui conviene pranzare in mensa (vedi sopra), ma in generale mi piace stare da sola.
Vedete, essendo una chiacchierona, durante la pausa pranzo mi si affidava sempre la conversazione, e mi trovavo un po' costretta a tirare la carretta del discorso, anche controvoglia. Dopo tanti anni questo ruolo mi aveva proprio stancata. Ora rientro in tempo per lavarmi i denti e alle 14 sono al mio posto. Forse in pieno inverno sarà più complicato, ma niente paura, mio marito ha detto che mi verrà a prendere, anzi verranno: lui e la nuova macchina, che si chiama paschalitza = coccinella.* Il nome è stato stabilito appena l'abbiamo vista, per la forma tonda e perchè è una parola greca che conosco da anni e non ho mai dimenticato. E pensate un po', mica è anche quello del bar?
E voi come riempite pancia e pausa pranzo?  
* Scoprite un aneddoto sulla paschalitza continuando a leggere.

venerdì 2 novembre 2012

Non faccio il ponte, ma farò un mercatino!

Non faccio il ponte. Lavoro da sempre per un'azienda che non chiude mai, se non alle feste rosse di calendario, e pure per quelle talvolta c'è da lottare (es. l'adorato S. Ambrogio). Da tempo ho perso l'abitudine e la voglia di chiedere il famigerato giorno di ferie che si colloca tra una festa e il weekend,
come oggi. Un po' che sono spesso capitate le classiche prevaricazioni da parte di colleghi prepotenti,
un po' che dall'ultimo ponte (quello di ognissanti di 7 anni fa, andai a Cracovia - viaggio consigliatissimo!!) quando su 5 partecipanti 2 furono imbarcti all'ultimo secondo causa esagarato overbooking (gli altri 3 tra cui la sottoscritta furono messi in lista d'attesa per parecchio) e al ritorno soppressero il volo per cui fummo dirottati a Varsavia, poi Varsavia - Malpensa, e in pratica impiegammo qualcosa come 14 ore per rientrare, insomma da quel giorno giurai "mai più ponti!" E mantenni la promessa. Mi piace lavorare in questi frangenti: non c'è traffico e il telefono tace.
Lo squillo del telefono è il mio devasto principale alla scrivania, spesso anticipa rogne epocali, e sempre
porta clienti annoiati e spocchiosi che non sapendo fare un certo lavoro, lo delegano a me, salvo lamentarsi che loro lo farebbero meglio. Un gran bel modo di spendere i loro soldi, direi. Ma di questo vivo e mi nutro.

Avere comunque un giorno in mezzo libero fa sempre piacere assai. Sveglia tardi, qualche incombenza casalinga senza affanni, e nel pomeriggio e un bel film.
Questo: http://www.mymovies.it/film/2012/ilcomandanteelacicogna/
E passeggio, tappa da Princi (che Sfolli adora!)

Se avete buttato un'occhio alla side bar trovate un nuovo "da non perdere".
Ebbene sì, tra un mese ci sarà un banchetto di Frollini (romanzo non biscotti) e bijoux (eh che mix!)
al mercatino creativo organizzato dal trio PaSiTa (cliccando l'evento si apre il relativo blog, se non lo
conoscete). Elemento di rilievo il fatto che, se da una parte i mercatini natalizi ormai sono dappertutto, questo si svolge al chiuso! Niente piedi gelati per gli espositori, e tanta sicurezza che comunque vada non ci saranno problemi di ombrelli. Ci troviamo a Osio Sopra nell'ampio salone dell'Oxio Bed and Breakfast.
(Io e Emanuele pernottiamo, salvo imprevisti gravi! In modo da essere presenti entrambe le giornate.)
Eventuali cambi di programmai - tipo che mi fermo un sol giorno - verranno pubblicati tempestivamente.
Osio Sopra si trova a 40 km da Milano, a 12 dall'aeroporto di Orio al Serio e rimane comodissimo per tutti gli amici Lombardi. E' a pochi minuti dall'uscita dall'autostrada Capriate quella per il parco MinItalia Leolandia. Mi aspetto però anche qualche amica veneta, non è lontano neppure per voi!
La qualità della merce in vendita è garantita! Io i miei acquisti natalizi ho intenzioni di farli solo lì!
Save the date: 1 e 2 dicembre!

giovedì 25 ottobre 2012

Di carboidrati, cazziatoni e capelli!

http://ciboperlanostramente.blogspot.com

Sopra trovate un bel blog nuovo nuovo che parla di alimentazione in maniera approfondita ed efficace, facendo lavorare gli alunni di una scuola media. Un approccio moderno alle vecchie ricerche di gruppo. 
A casa mia cerco sempre di coniugare fantasia, gusto e cibi sani, variando il menù senza spendere un
capitale. Alla base una spesa ben fatta evita un sacco di guai. Non sono una fanatica del bio, perchè credo che l'unica sicurezza sarebbe coltivarsi un orto da soli, ma non in città.  
Dopo il fisioterapista anche uno chef personale non mi spiacerebbe affatto.
In questi giorni si discuteva in ufficio sulla relazione che hanno alcuni cibi coi nostri comportamenti.
Sarà una leggenda metropolitana che chi mangia tanta carne è più aggressivo?
Ecco, queste sono proprio cose che mi interessano. 
Pare sia appurato che i carboidrati diano la felicità e, al contrario, una dieta che ne è povera, o addirittura priva (la famosa Dukan ho sentito dire) provochi malumore. In effetti il collega figo di buon carattere che ora limita i carboidrati alla domenica è diventato insofferente. La pasta, lo sappiamo, è piena di zuccheri necessari al cervello. Vi dirò, oltre all'effetto immediato del cioccolato, un pranzo a base di carboidrati mi soddisfa sempre, mi fa sentire appagata, al di là del sapore. Perchè se guardo invece le mie preferenze al palato ultimamente andrei di tartar di carne o pesce e poi direttamente un dolce morbido.
Proprio come le cene che mi sono sbaffata nei Damare Restaurants.
E voi?

Al  reading di Alassio mi è stato chiesto qual è il mio vero lavoro. Mi occupo di adempimenti fiscali nell'ambito dell'unione europea, gestisco molti clienti e mi incuriosisce sapere se qualcuno tra loro magari mi legge qui. Oggi è l'ultimo giorno di lavoro del direttore amministrativo, col quale nel 93, con l'abbattimento delle frontiere, ho avviato un progetto importante, che è diventato il mio quotidiano. Sono salita a salutarlo e mi ha detto: "continua così sei sempre stata brava, anzi bravissima! Purtroppo quando tutto va bene non si ha la giusta gratifica, ma quando qualcosa va male (e una volta andò molto male!) il cazziatone arriva, amplificato!"
La giornata parte quindi bene, nonostante il nebbione e il fatto che, per la prima volta, non ho i capelli in piega per l'occasione. Questa cosa però mi mette un po' a disagio, averli lavati da me, intendo.
Sabato andrò dal viParrucchiere per taglio e colpi  di sole, mi pareva un'esagerazione andare dal cinese ieri sera, anche se mi costa solo 6 euro, non si trova neppure sotto casa. 
Ah, domani sono in ferie!! 

mercoledì 1 agosto 2012

Di bramosia, ritrosia e amicizia

E così ci siamo giocati luglio. Luglio è sempre piaciuto molto di più di agosto: giornate più lunghe e quel senso di estate infinita che ad agosto viene un po' meno perchè settembre incombe.
Preferisco fare le ferie prima, anche se significa rimanere poi in città mentre gli altri partono, perchè così mi godo l'intera estate coi benefici: posso vestirmi di bianco senza sembrare un fantasma, anzi esibendo (ancora) l'abbronzatura (grazie lampada grazie Liguria!) né mostrare segni di stanchezza eccessiva.
In ufficio ormai è chiaro che preferiscono fare il mio numero di telefono piuttosto che attivare l'on del cervello evitando di spaccarmi l'anima.
C'est plus facile fare gli scaricabarili, categoria che d-e-t-e-s-t-o!
Che poi quando do loro le risposte il cervello spesso è ancora spento, per cui dal ruolo di call center, passo a quello di servizio di pronto intervento. C'est plus facile again.
Mica è un problema, di solito sono piuttosto abile a trattenere il vaffa, virtù che viene ampiamente riconosciuta e apprezzata! E se sclero di rimando quando la pressione diventa eccessiva, poi mi chiedono scusa. Non c'è che dire, sono bravissima nei rapporti umani.
Però settembre mi sta addosso lo stesso. E' lì, mi basta allungare una mano per afferrarlo e calarmici in pieno, quasi con bramosia perchè settembre ha il suo gran fascino e un po' con ritrosia, perchè a settembre comincia un nuovo anno e se l'anno vecchio è passato, qualcosa ancora qui non va. (Grazie Lucio!)
Ma mica è vero, quì va tutto a gonfie vele, gli attacchi dei nemici non mi fanno cadere, mi confermano solamente che non piacere a certa gente è un vanto. Se poi vogliono continuare a passar di qua in cerca di non so che, liberissimi. Così vedono quanto affetto mi circonda. Lo stesso che mi abbraccia fuori nel reale, sono tanto felice delle mie amicizie: non c'è più un vero dentro e fuori dal web, ogni cosa è illuminata da una luce globale e potentissima.
Fine della parte criptica.
Iniziamo col dire che io per settembre c'ho un sacco di programmi:
dal 24 la fisioterapia per la cervicale obsoleta, ogni giorno per 2 settimane
una decisione finale rispetto al mutuo
ma prima di tutto sistemare il mio romanzo, entro il 27 agosto! Il panico sta prendendo il posto dell'esaltazione, ora che ho googlato abbondantemente e scoperto che l'agente destinataria della versione definitiva del manoscritto è un grosso nome dell'editoria. Tipo una che prende uno sconosciuto e in 2 settimane lo fa esordire con Feltrinelli. Robetta così.
Io non lo so se ce la faccio. Il tempo passa, settembre è dietro l'angolo e io non trovo il tempo di riaprire il file con la calma necessaria.
Ho deciso che me lo porto in Valtellina. Per la mia ultima fetta di vacanze estive, dall'11 al 19 agosto, e siccome il piccì è un finto portatile perchè si è sgarruppata la batteria e devo sempre tenerlo attaccato alla corrente, mi procuro una super prolungona e mi metto in cortile, per non essere costretta a stare al chiuso.
Penso che i passanti rideranno, ma mi pare proprio una genialata.
I problemi sono altri, tipo: mi pareva di avere in casa ancora mezzo sacco di patatine rustiche invece niente.
Con cosa lo accompagno l'aperitivo?

venerdì 22 giugno 2012

La più bella scena d'amore di tutti i tempi (scusate c'ho il fazzoletto facile oggi)

Quando mia nonna, verso gli 85 anni, era in ospedale per un intervento, a mio nonno venne un ictus e lo ricoverarono nello stesso edificio. Così, con le dovute cautele, i figli raccontarono alla nonna l'accaduto e il nonno fu accompagnato al piano di sopra a trovare sua moglie. L'incontro, al quale non ho assistito, ma è come se lo avessi fatto da tanto me lo sono figurato e da quanto li ho amati (a chi ha letto il mio romanzo posso dire che la pagina in cui descrivo la morte di mio nonno mentre la famigerata Pini mi martella di domande è vera) è stata la più grande scena d'amore mai scritta. Si abbracciarono e nonna gli disse piena di tenerezza in dialetto: "Nito, cosa ti è capitato?"

Non so perchè mi è venuta in mente sta cosa proprio ora, un insieme di associazioni di idee e percorsi arzigogolati a braccetto tra cuore e cervello, I suppose.
E' da ieri che tutto esplode dentro di me in momenti di commozione inevitabile e struggimenti vari.
Piango vedendo la signora emiliana che assiste alla demolizione della sua casa in TV. Piango leggendo il bellissimo sms di commiato del collega che mi saluta e ringrazia, perchè in seguito a decisioni ai vertici aziendali è stato spostato in altra sede.
"Da lunedì non saremo più vicini di scrivania..."
Il resto lo tengo per me, scusate ma non so mai bene chi approda qui.
Con la parte in blu di questo post partecipo al contest "la più bella scena d'amore di tutti i tempi", che nessuno ha ancora indetto. Ma portarsi avanti è sempre cosa buona e giusta. (E diamo a Cesare ciò che è di Cesare, l'idea del non-contest è di Robin nel nido e mi par corretto riconoscerlo).

lunedì 21 maggio 2012

Alla mia scrivania

Avevo scritto un post. Lo trovate dopo il "continua a leggere", c'è una bella foto (col cell. by me).
Ma stamane dal radio giornale ho appreso che fra 3 mesi i rimborsi per le calamità naturali non ci saranno più. Traduzione, il terremoto ti distrugge la casa e perdi tutto: fattacci tuoi!
Sarà che il terremoto del Friuli del 1976 è una parte importante della mia infanzia (ne ho già parlato). Sarà che tra i centri citati in questa nuova tragedia c'è la cittadina dove vive una carissima amica. Sarà che ho davvero creduto in questo governo. Sarà quel che sarà ma mi sono davvero girate! E ho scritto questa prefazione.

martedì 24 aprile 2012

Colori

Non sapevo bene cosa scrivere, e trac la vita mi propone nuovi esilaranti spunti di follia quotidiana. Proprio così senza cercarli. Ieri ero talmente ingorgata che quando ho letto nel blog di Nina "perchè non può piovere per sempre" ho pensato "eh già certo, può anche grandinare!"
Insomma stavo male, malone. Tipo che mio marito non voleva andare al circolo fotografico per farmi compagnia. E io "Do vai vai, pure - voce nasale per le lacrime - danDo vaBo a letto subito". E poi non sono andata a dormire per niente subito e mi sono sciallata coi blogghi.
Oggi stavo non lo so come. Sta sera andiamo a cena da amici, domani pure (altri amici ovvio), il sole splende, pari arrivi l'estate africana, la vita è bella e compagnia bella, l'idraulico provvederà e se non provvede che ne so.
Il 30 imbianchiamo, la notizia è nota. Ci siamo organizzati da tempo con questa impresa ai quali ci siamo già affidati due anni fa. Eccezionali: all'alba sono già in autostrada dalla Sfollandia (traduco bergamaschi), e nel primo pomerggio han già finito. Sporcano poco, efficientissimi. L'altra volta mi hanno dato il pantone e io sono stata lì a guardare le sfumature più incredibili e poi ho gli ho detto: "il muro dell'ingresso deve essere identico all'azzurro dei mobili della cucina." E non avrei mai detto che siccome la vernice era troppo celeste per spegnerla hanno aggiunto il rosso. Mamma che goduria vedere il rosso che si fonde con l'azzurro e viene spennellato su un pezzo di legno e messo accanto alla credenza: identico!
Niente da dire professionisti.
Oggi mi chiama il marito:
"Ilaria tesoro amore della mia vita, gioia perenne, a che ora verranno lunedì gli imbianchini? Alle 7.30?"
Mi pare una domanda quantomeno bizzarra avendo preso lui gli accordi. Ma rispondo che sì mi pare proprio alle 7.30.
E dopo mi arriva una mail.
"Qui dubitano che imbianchiamo. Qualcuno ha detto tsé figurati se hanno trovato chi gli imbianca che è ponte!"
Allora mio marito ha adottato la strategia della telefonata, l'incidente probatorio!
Uh signur consideriamo un paio di cosette:
- non tutti fanno il ponte
- li abbiamo opzionati con largo anticipo
- sono stra mega professionisti
- uno quando chiede ferie non deve giustificarsi sul perché e percome, sta a casa e basta. Non si tratta di un congedo matrimoniale, permesso lutto,visita medica, o malattia NON DEVO DIRE IL MOTIVO!!
Ma soprattutto:
quanto vive male chi si sfracassa i neuroni con questi dubbi su di noi?
Personaggio, badate bene, che consideravamo amico, invitato al matrimonio persino, e col quale si è usciti innumerevoli volte.
Ma stai transollo e passa da noi se vuoi, che per spostare i mobili due belle braccia rubate all'agricoltura fan sempre comodo!

E sapete una cosa? Ora mi sento meglio. Perchè la mia vita sarà strana e pure ingorgata, ma è piena di colori, come la mia casa, mentre quella di molta gente mi pare piuttosto grigia, se ha bisogno di spulciare nella vita altrui in cerca di torbido per sentirsi viva.  

giovedì 19 aprile 2012

Grufolando per i corridoi

Questo post avrebbe dovuto essere diverso: manca la foto, e volevo scriverlo prima. Ma la mia vita attualmente è sempre come queste giornate di pioggia incombente: scivolosa e con forti rischi di sbandare, per cui accontentiamoci.
Anyway. Oggi indossavo: jeans stretti ma non strettissimi, a vita bassa ma non bassissima, con un maglioncino di pura lana vergine nero, morbidino aderentino.
E una collana con un gufo enorme di strass.
Considerato che:
il nero notoriamente smagrisce
questi pantaloni lo scorso anno faticavo ad allacciarli e mi spiaceva un sacco perchè mai avuto jeans tanto perfetti, ed ora il problema è risolto (presumo grazie alla crema anti pancia di cui parlai 1000 post fa),

non mi spiego tanto l'accaduto: mentre percorrevo tranquillamente un corridoio nell'azienda dove presto un po' dei miei neuroni così tanto per pagarmi la casa e qualche sfizio, la donna delle pulizie mi vede ed urla:


"ma sei ingrassata o cosa?"

giovedì 5 aprile 2012

Che rottura!!!

Ieri tra l'esame audiometrico e il supermercato sono rincasata velocemente per fare pipì e prendere le mega borse bio della spesa. Mica mi si spacca la cerniera? Pantaloni nuovi oltretutto. Zip zip zip ho tentato, ma niente:  non saliva. "Uff dai vado così - ho pensato- tanto ho sopra il piuminetto.
Sta mattina diluviava, e i pantaloni sgarruppati erano proprio quelli giusti da indossare. Chi aveva voglia di metterne a mano un paio gia belli archiviati nei sacchi, pronti per il prossimo inverno? Non io. E mi sono infilata quelli lì, sì insomma quelli con la lampo rotta. Mi sono detta:
- c'è il bottone
- in ufficio sono sempre modalità mezzo busto come al Tiggì, seduta alla scrivania
- se mi infilo qualcosa di lungo, copro la magagna
- solo per oggi, giuro cross my heart
- in azienda è tutto consentito, infatti in estate le infraculo spuntano ovunque
Ma cosa c'era mai in zona di sufficientemente lungo?
La felpa che avevo usato ieri per le pulizie di casa.
Evvvvvai. I colori si abbinavano perfettamente. Che dire? Sono proprio una persona di classe.
Aggiungi i capelli con la piega da pioggia.
Ah ma poi mi sono fatta un bel trucco con le matitone di Kiko.
A volte sono proprio truzza. A volte.

mercoledì 15 febbraio 2012

Come è misera la vita negli abusi di potere!

Otorino day: alla ASL si sono rotti pure i terminali e all'accettazione c'era il delirio.
Mi ha prescritto una sfilza di farmaci e vuole rivedermi perchè ormai si sta compromettendo un po' tutto l'apparato, e la sinusite è in corso.

Quindi:
antibiotico
lavaggi nasali
spray nasale
cortisone

Non è facile lavorare in queste condizioni, con l'ovattamento acustico perenne, urlando a clienti e colleghi "eh?" o "scusa?" o "non ho capito..." e interpretando in maniera fantasiosa frasi captate vagamente.
"Ha detto la Lea"
"Orchidea?"
"Dove metto i documenti della Tecnochemical?"
"Dove metti la Erika?"
Col mal di testa fisso e la voce da trans, che rende incomprensibile o quasi ogni mio discorso. Si ride, almeno coi colleghi fighi  e teneri, si ride molto, delle scemate che vado dicendo e capendo.
Tipo:
(filiale) - ha letto il sole ventiquattrore in questi giorni?
- al bassibo ho letto dobba boderba
(filiale) - ecco si vede chi sa le cose (sottointeso Ilaria vostra)...
 - La Fornero mi fa una pippa

E mentre mi faccio il mazzo per dare comunque il meglio di me, in un lavoro dove la scarsa concentrazione porta a disastri poco graditi ai clienti, ci sono persone che il potere neppure ce l'hanno e si arrogano il diritto di tramare alle spalle per danneggiare in maniera del tutto inspiegabile, (cattiveria pura) chi lavora onestamente.

Che vita meschina conduce certa gente!

mercoledì 8 febbraio 2012

Dell'inutilità di certi discorsi

- Si buongiorno sono Ilaria Pedra la vostra fantastica assistente fiscale.
Allora ho approfondito il quesito che mi ha sottoposto.
Dunque in effetti vi è una differenza nell'imputazione dell'imposta a seconda se il bene è riparato in loco quindi c'è un intervento, oppure se il bene viene inviato per la riparazione in uno stato membro dell'Unione europea, o in un paese extra Ue. Occorre verificare quale delle due condizioni hanno generato l'emissione della fattura per il compenso della lavorazione e bla bla bla.

- Credo abbia sbagliato numero!
                                                                                                    
- çàp*p°__°§§§^^/&5%AZZZZ!

La storia è assolutamente vera, la foto un po' meno!

giovedì 26 gennaio 2012

Divergenze generazionali

Collega 1:  "Ilaria, sei mai stata al Pincopardo?"
Ilaria: "No, ma so dov'è. Bello?"
Collega 2: "Glielo stai chiedendo perchè è pieno di tardone?"
Ilaria: "Ma daiiii!"
Collega 1: "No, non è vero!"
Collega 2:  "Prima tu mi hai detto che ci sei stato e ti sei divertito perchè c'erano un sacco di tardone!"

E' bello avere dei colleghi fighi che frequentano locali fighi e pensano che io sia una vecchia patetica!

lunedì 9 gennaio 2012

Tears in my hands

In tempi remoti consideravo con diffidenza il mondo virtuale, lo sapete.
E sapete anche come poi le cose siano cambiate radicalmente, inutile ripetere per l'ennesima volta la tiritera.

E a metà mattina mi è partita a palla la suoneria del cellulare, i soliti Depeche Mode, ho visto il nome e mi sono catapultata fuori, in cerca di uno spicchio di sole dove ci fosse sufficiente campo che qui siamo sotto terra e non prende un tubo!

Parlare, ridere, voci che sia accavallano, aggiornamenti tanto attesi e lacrime che bucano gli occhi come spilli.
Incurante che ci abbian detto chiaramente di attenersi alle nuove disposizioni aziendali, per cui certi fugoni per portare avanti conversazioni non lavorative sono assolutamente da evitare!

Stanno monitorando Picco(lo/la), Sfolli si annoia e mi telefona. Se la situazione rimane immutata nel pomeriggio le indurranno il parto con l'ossitocina.

Sfolli ha chiamato Ilaria.

E ci siamo viste solo 2 volte.

E le lacrime sono ora sulle mie mani e se lo racconto in giro mi dan della pazza!

lunedì 5 dicembre 2011

Regole di vita

Oggi in ufficio ho espresso un concetto riferendomi ad  una mia registrazione fiscale.
Poi mi sono resa conto che il ragionamento è applicabile anche alla vita in generale, ed è, per me, piuttosto fondamentale.

Eccolo:

"chi contesta un mio lavoro deve anche sapermi dire come l'avrebbe fatto, altrimenti la sua critica cade nel vuoto e io non la considero proprio!"

Che ne dite?

PS. alla fine era corretta la mia registrazione!

lunedì 21 novembre 2011

Di blue jeans, nonne e mitragliatrici

Queto post mi è stato ispirato dalla gita a Firenze, anche se temo che il relativo nesso logico possa sfuggire ai miei lettori.

Nel 1983, quando mia nonna aveva 73 anni decise di comprarsi un paio di pantaloni blue jeans.
Attualmente una settantenne in jeans non fa nessun effetto, ma all'epoca vi garantisco che lo fece, eccome se lo fece. Ma la sua consueta gonna (sempre in jeans) usata per le passeggiate e i pic nic in montagna le era diventata scomoda. "Io con la gonna sono scomoda!" Disse. Detto fatto.  Con questo acquisto mia nonna,
che poi visse fino a cent'anni ve lo ricordo, dimostrò molte cose: praticità, modernità, anticonformismo, e, soprattutto secondo me, spirito d'iniziativa.
Che nella mia famiglia materna non manca mai. Neppure a me direi.
Io detesto vedere tanta gente della mia generazione che ha zero iniziativa. Li vedi trascinare una vita di lamentele e invidia, aggrappandosi a scuse di carta velina. Io credo che la vera maturità di una persona si veda anche nel suo sapersi affrancare dalle difficoltà. Guardate ci sono cose di me di cui non parlo, no, non mi riferisco agli aspetti della mia vita di cui vado raccontando da Nina. Parlo d'altro. Parlo di cose che mi hanno davvero uccisa un po' dentro, ma ho deciso di liberarmene.
Sono percorsi duri e io, carissime, certi percorsi li ho fatti tutti a ginocchioni. E mi sono messa in gioco, parecchio anche.

Problema (gonna scomoda), soluzione (pantaloni).
Oppure: problema assolutamente irrisolvibile, lo accantono, vado oltre, trovo una vita oltre questo macigno nel cuore.
Quando ho raccontato in giro che sarei andata a Firenze in giornata, molti hanno scosso la testa. Sembravo una specie di Cristoforo Colombo con le sue rotte assurde.
"In macchina?" ... poi li a sbavare.
Sono circondata da persone che denigrano i miei progetti perchè non ne hanno di propri. Le mie iniziative risultano fastidiose perchè le costringono al paragone con la loro mediocrità. Oppure c'è chi mi copia in maniera assolutamente subdola, leccandomi giù, senza voler capire che più mi aduli e più io mi allontano schifata.
Una volta un'amica non è venuta alla presentazione del mio romanzo perchè gliel'ho detto troppo tardi e aveva un altro impegno, comprensibilissimo; salvo poi scoprire che l'impegno era il cambio armadio stagionale. Oh be' magari non era interessata, ma poi non mi rompere l'anima se sei sola, perchè la gente si stanca a tentare di trascinarti fuori dal guscio triste se tu continui a declinare.
Per me ovviamente la gente può continuare ad affollare in centri commerciali, senza guardare mai fuori, senza sapere se c'è il sole, o diluvia, senza sorridere. Li riconosci dalla piva perenne, o da quell'aria di finta superiorità tipo "ah ma io non ti considero perchè ho capito tutto della vita e tu no!" Oh questa è proprio bella, io sono curiosissima del genere umano, perchè magari salta fuori qualcosa di buono. E mi lamento rarissimamente, solo in casi eccezionali, come oggi: la relazione pare sia saltata fuori (era solo sfuggita, non smarrita così mi han detto dopo lunghe telefonate) ma chissà come mai ora è finita in fondo al mucchio e il mio spirito d'iniziativa di cui vado tanto fiera, oggi mi suggerisce solo di andare in tribunale con un bel mitra!

lunedì 8 agosto 2011

Agosto in ufficio

Io in ufficio non ho il picci. Ho un video terminale in pietra. Non sto scherzando.
E' capitato di tutto: clienti che cercano disperatamente una fessura dove inserire la chiavetta usb coi dati, io che cerco il mouse illudendomi di poter fare copia incolla. Non va.
Niente internet, mail, cose così.
I clienti non capiscono, io meno di loro.
Penso sia un modello fuori norma, di certo è fuori tempo.
Io nella vera vita, quella che trascende il blog, mi occupo di adempimenti fiscali nell'ambito dell'unione europea. Una roba piuttosto seria. Ho centinaia di clienti che si fidano ciecamente delle mie prestazioni, che mi chiamano se hanno un guaio con l'Agenzia delle Entrate. Io glielo risolvo (quasi) sempre.
Ma non ho un picci.
In ufficio ci sono 2 picci per 7 persone. E' una corsa all'accaparramento che manco con le tessere annonarie durante la guerra.
Io ogni tanto se scorgo un picci libero, evento assai raro, faccio un salto tipo canguro con le molle ben oliate e mi ci fiondo: guardo un po' i blog e tento di aggiornare il mio. Non è facile, visto che le foto sono su quello di casa.
Ad agosto il telefono non squilla quasi mai. La voglia di evadere dal video terminale sgrauso e navigare col picci serio è quasi pari a quella di navigare in acque lontane.
Ma la mia situazione non cambia. Mi hanno detto per l'ennesima volta che presto avrò un picci tutto mio.
Ho risposto che quando lo vedrò finalmente sulla mia scrivania, mi ubriacherò all'istante.
Non sarà diverso dal mio stato ogni volta che qualche collega festeggia il compleanno.
Non passa un tubo sta giornata in ufficio.

martedì 26 luglio 2011

Fatevi i fatti miei

Cosa c'è di peggio del pettegolezzo? Niente, risponderete voi.
Oh be', a pensarci bene chi non ha sgomitato indicando qualcuno, dicendo qualcosa di segreto?
Suvvia questo atteggiamento tipo: "preferisco che le cose mi vengano dette in faccia!! è talmente puerile da risultare irritante.
 Ma quando mai?
A me  non piace che mi si dica:
- che non sono abbronzata di ritorno dal mare
- che la pancetta inizia ad essere ben visibile, quasi sospetta
  sotto elenco
  - incinta?
  - GRASSA!
Ma questo è niente. Il vero gossip è altro. Voglio dire, se (è capitato) vedo il mio responsabile con un "altra" posso, secondo voi, dirgli in faccia "mi pareva che tua moglie fosse ben diversa..."
No, chiaro che non posso.
Il vero pettegolezzo odioso è:
- qualcuno ci racconta qualcosa in confidenza e noi lo spiattelliamo in giro STOP

Il resto è folclore, se uno è talmente scemo da farsi vedere in giro con l'amante, be' io posso raccontarlo a a chi mi pare.

Io voglio che la gente si faccia i fatti miei alle mie spalle. Sono solo illazioni, si bruciano i pochi neuroni dietro a supposizioni campate in aria.
Sghignazzino pure  per i miei capelli impossibili, ridano perchè sono ancora single!
Mi pare molto meno grave di quelli che, in nome del "dire le cose in faccia" quanto ci incontrano fanno domande impiccionesche quali:

- Voi, figli niente? (Grazie Nina!)
   Sono in lista per la FIVET, a me non basta una trombata, checccivuoifa?
  (Però trombo lo stesso! Lei no, lei si vede che non lo fa da parecchio!)
- Non vi sposate?
  Viviamo nel peccato, bruceremo all'inferno, chissene, tanto odiamo il freddo!
- Quanto guodagni al mese?
   E tu?
- La casa è tua o sei in affitto?
  L'ho occupata abusivamente.
 (Questa me l'ha fatta una signora conosciuta ad una sagra paesana dopo 3 minuti di conversazione!)
- Ma  X lavora? (X = un mio amico è nato a Istanbul, da madre greca e padre metà greco e metà italiano.
No, non lavora, quando gli va bene vende accendini fuori dal centro commerciale, quando gli va male spaccia.
Invece è laureato e responsabile in un ufficio export.
L'apparenza, si sa, inganna!
PS. In rosso, ovviamente, le risposte che avrei voluto dare.
       Lo dico per il collega rinco, forse passa di qui. Voi altri lo avete di certo capito!
  
Libere di essere d'accordo oppure no, io preferisco gossip che manco su Novella 4000, piuttosto che sentire domande di questo tipo!

venerdì 24 giugno 2011

I confini del mondo e quelli della cultura

Driiiiiiiiiiiin
- Buongiorno Signora Pedra,
- Buongiorno a lei (tono super affabile)
- Volevo chiederle una cosa...
- Mi dica
- La Cina fa parte dell'Unione Europea?
- Uhm, no, E.U.R.O.P.E.A., capisce?
- E Israele?
- Ma certo, ha presente la Striscia di Gaza? E' poco più in là del confine Italo-Francese, dopo Ventimiglia...

venerdì 6 maggio 2011

Super Baby, o Baby Hulk? In ogni caso degno del padre

Ringhio: "Non posso andare in metropolitana con mio figlio (quattro anni n.d.r.) perchè potrebbe capitare che decida di scendere e apra le porte del vagone, mentre il treno sta correndo nella galleria!"

Ilaria: "XmgjkeoreooopeirczzzzGulp!"

Ringhio era spesso molto nervoso, il buco nel muro di cartongesso è opera sua, o meglio dei suoi piedi!

Vi garantisco che i post con etichetta "vita da ufficio" non sono frutto della mia fantasia.