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sabato 24 novembre 2012

Di pausa pranzo e coccinelle

Non so se questo post susciterà grande interesse o indifferenza.
In teoria tratta di un argomento che è un fenomeno sociale comune a chiunque lavori a tempo pieno fuori casa, e ha la necessità di pranzare.
Sì, parliamo di pausa pranzo. Io ho un'ora dalle 13 alle 14 non trattabile e sono nella condizione molto particolare per cui in azienda c'è una mensa dove i circa 200 dipendenti (tra i quali mio marito) possono pranzare con una trattenuta in busta paga di 87 cent a pasto che comprende 7 punti, mentre io che non sono dipendente ma lavoro lì, ho i ticket. Ecco la faccenda dei punti è un casino che tento di spiegare: ogni "cibo" vale un tot di punti, il più caro 4 punti è il secondo, il meno l'acqua 1 solo punto. Ne consegue che con 7 punti ci si può nutrire. Qui non parliamo di varietà o qualità, è una mensa e stop, ma di quantità. Il mio ticket è da 5 euro. Fino a ottobre avevo diritto a 6 punti (vedi sopra), a novembre c'è stato un aumento e ora posso prendere solo 4 punti. Morale se mangio il pollo devo pagarmi tutto il resto (direi almeno l'acqua e un contorno!). Per cui ho deciso di non mangiare più in mensa perchè lo trovo spropositato.
Che alternative ho?
- andare a casa
- digiunare
- portarmi qualcosa
- andare in un bar
Ho scartato le prime due e ho valutato la terza per qualche giorno, fino a quando mi sono resa conto che mangiare sulla scrivania è una roba tristissima, perchè non cambi il panorama neanche durante la pausa,
occorre preparare la sera prima e suscitare stupide discussioni per aver messo la fetta di torta pasqualina sul radiatore ad aria per riscaldarla. Questo perchè lo faccio io, se lo fa un altro va bene.
Allora ho valutato la quarta opzione, considerando che lavoro nella valle del nulla e non guido mi sono impegnata parecchio e alla fine mi è venuto in mente un bar quì dietro in mezzo al piazzale dei camion col distributore di benzina davanti e niente più e ho visto che dista 8 minuti col mio passo. 8 andare + 8 tornare = 16. Diciamo una passeggiata di 20 minuti che male non fa.
La cosa ha scatenato il bailame del "ma vai da sola?". Dio bono sono andata in vacanza da sola per anni mica mi spaventerà una tavola calda? L'importante era capire se si mangia decentemente (approvato, si mangia proprio bene), i costi (primo 4 euro, secondo con contorno abbondante 6), gentilezza e velocità del personale (niente da dire).
Morale vado lì. Alle 13 timbro (sottolineo timbro!) il cartellino ed esco. Mangio, do un'occhiata al corriere della sera in dotazione del locale, e col caffè mi portano pure un amaretto.
(E l'altro giorno addirittura una fetta di panettone enorme!). Qualche volta viene mio marito, ma non sempre perchè ovviamente a lui conviene pranzare in mensa (vedi sopra), ma in generale mi piace stare da sola.
Vedete, essendo una chiacchierona, durante la pausa pranzo mi si affidava sempre la conversazione, e mi trovavo un po' costretta a tirare la carretta del discorso, anche controvoglia. Dopo tanti anni questo ruolo mi aveva proprio stancata. Ora rientro in tempo per lavarmi i denti e alle 14 sono al mio posto. Forse in pieno inverno sarà più complicato, ma niente paura, mio marito ha detto che mi verrà a prendere, anzi verranno: lui e la nuova macchina, che si chiama paschalitza = coccinella.* Il nome è stato stabilito appena l'abbiamo vista, per la forma tonda e perchè è una parola greca che conosco da anni e non ho mai dimenticato. E pensate un po', mica è anche quello del bar?
E voi come riempite pancia e pausa pranzo?  
* Scoprite un aneddoto sulla paschalitza continuando a leggere.

lunedì 29 ottobre 2012

Comunque

Invece di tanti polveroni bastava che qualcuno mi chiedesse: "ma tu Sandra, come stai?"
A nessuno è venuto in mente che tutto il can can che si sta ballando avrebbe forse potuto turbarmi.
E per concludere pure la mia sosia che da Fazio inneggia l'adozione sparlando di PMA.
Diobono se non sapete parlare, almeno statevene zitti.

Oggi va così. Neanche poi male perchè il taglio di capelli e pure il colore sono davvero meravigliosi.
E la editor figa ha pungolato l'agente superstar affinchè si decida a breve. Altri 10 giorni di agonia.
Ho avuto attese peggiori.

martedì 26 luglio 2011

Fatevi i fatti miei

Cosa c'è di peggio del pettegolezzo? Niente, risponderete voi.
Oh be', a pensarci bene chi non ha sgomitato indicando qualcuno, dicendo qualcosa di segreto?
Suvvia questo atteggiamento tipo: "preferisco che le cose mi vengano dette in faccia!! è talmente puerile da risultare irritante.
 Ma quando mai?
A me  non piace che mi si dica:
- che non sono abbronzata di ritorno dal mare
- che la pancetta inizia ad essere ben visibile, quasi sospetta
  sotto elenco
  - incinta?
  - GRASSA!
Ma questo è niente. Il vero gossip è altro. Voglio dire, se (è capitato) vedo il mio responsabile con un "altra" posso, secondo voi, dirgli in faccia "mi pareva che tua moglie fosse ben diversa..."
No, chiaro che non posso.
Il vero pettegolezzo odioso è:
- qualcuno ci racconta qualcosa in confidenza e noi lo spiattelliamo in giro STOP

Il resto è folclore, se uno è talmente scemo da farsi vedere in giro con l'amante, be' io posso raccontarlo a a chi mi pare.

Io voglio che la gente si faccia i fatti miei alle mie spalle. Sono solo illazioni, si bruciano i pochi neuroni dietro a supposizioni campate in aria.
Sghignazzino pure  per i miei capelli impossibili, ridano perchè sono ancora single!
Mi pare molto meno grave di quelli che, in nome del "dire le cose in faccia" quanto ci incontrano fanno domande impiccionesche quali:

- Voi, figli niente? (Grazie Nina!)
   Sono in lista per la FIVET, a me non basta una trombata, checccivuoifa?
  (Però trombo lo stesso! Lei no, lei si vede che non lo fa da parecchio!)
- Non vi sposate?
  Viviamo nel peccato, bruceremo all'inferno, chissene, tanto odiamo il freddo!
- Quanto guodagni al mese?
   E tu?
- La casa è tua o sei in affitto?
  L'ho occupata abusivamente.
 (Questa me l'ha fatta una signora conosciuta ad una sagra paesana dopo 3 minuti di conversazione!)
- Ma  X lavora? (X = un mio amico è nato a Istanbul, da madre greca e padre metà greco e metà italiano.
No, non lavora, quando gli va bene vende accendini fuori dal centro commerciale, quando gli va male spaccia.
Invece è laureato e responsabile in un ufficio export.
L'apparenza, si sa, inganna!
PS. In rosso, ovviamente, le risposte che avrei voluto dare.
       Lo dico per il collega rinco, forse passa di qui. Voi altri lo avete di certo capito!
  
Libere di essere d'accordo oppure no, io preferisco gossip che manco su Novella 4000, piuttosto che sentire domande di questo tipo!

martedì 22 febbraio 2011

Dimmi quando quando quando

Ogni tanto occorre scrivere un post con info tecniche, anche se dopo l'adrenalina dei 2 post precedenti significa un po' scadere.
Partiamo:
Con l'invio da parte di Cristina http://lalberodiamberle.blogspot.com/ delle sue creazioni lo scambio libri si è concluso, Cristina infatti mi ha chiesto se fosse ancora valida la proposta è ho accettato con gioia, visto che non aveva osato farsi avanti prima per una forma di modestia. Cristina mi ha mandato delle bellissime mollettone giganti decorate e udite udite un bracciale di quelli col nome, i cui dadi compongono la scritta "frollini a colazione".
Lo indosserò sempre. Grazie cara sono molto soddisfatta.

Ringrazio anche Monikina http://lacasadellefate-monikina.blogspot.com/
che persevera nel non farsi viva, per cui ho deciso di dichiarare in diretta il nome di chi non ha rispettato i patti, pur continuando a curiosare indisturbata vari blog, segno che il tempo non le manca. Grazie Monikina per aver tradito la mia fiducia, e avermi dimostrato ancora una volta che la blogsfera è uguale al  mondo reale. No, non dirmi che non ho compreso le motivazioni del tuo ritardo, la tua mail è troppo vecchia, mentre i tuoi giri nei blog sono di oggi!

Ringrazio di cuore chi mi assegna prestigiosi premi virtuali, (ho già ringraziato le amiche nei relativi blog), vi prego non chiedetemi di continuare catene o pubblicare banner, in ogni caso dovendo passare il premio ad altri blog
vi segnalo quello della mia gemella

http://giuliascintillante.blogspot.com/

perchè le sue creazioni sono hand made ovviamente, ma proprio hand senza alcun
supporto se non colla, forbici ed embosser, e la sua precisione assolutamente unica!
Quando vivevamo insieme ogni tanto le chiedevo di tagliarmi qualcosa e ricordo un viaggio in treno Roma-Milano: lei tutto il tempo a ritagliare carta scrap (ah no, ho sbagliato lei + pancione: aspettava Giovannino!) io seduta di fronte presumibilmente ho trascorso il viaggio a dormire, mangiare e leggere.

e anche http://www.volevofarelarockstar.com/

perchè è una blogger che mi incuriosisce e piace troppo. Lascio sempre commenti come se fosse la Madonna Di Lourdes ed io un pellegrino, tanto la venero.
(Non volevo essere blasfema, ma non mi veniva un esempio più calzante!)

In ultima battuta vi dico che ieri mi sono decisa ad inviare una mail ad un editore che mi aveva garantito una risposta all'invio del mio manoscritto, entro 2 mesi, che sono scaduti il 14. Ebbene mi ha chiesto di rifarmi viva a fine marzo, essendo un po' indietro con le letture.
Considerato che: (ci scappa una mini lista)
- i manoscrittti sono letti da comitati di lettura formati da gente sottopagata
- molte case editrici in caso di rifiuto non si degnano neppure di rispondere
- ho beccato recentemente un editore piccolo, ma abbastanza di fama, che dice chiaramente nel sito
  "se trascorsi nove mesi non ci ricevete una proposta editoriale significa che non siamo interessati"
dicevo considerato tutto ciò, mi metto il cuore in pace sperando che dei 4 editori che lo stanno valutando, almeno con uno si concretizzi qualcosa.
Per sta sera vi ho tediato a sufficienza direi, quindi roooonf rooonf (ecco vi siete addormentate, lo sapevo!!)
Buona Notte!!