Visualizzazione post con etichetta i miei racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta i miei racconti. Mostra tutti i post

venerdì 7 dicembre 2012

Il mio racconto di Natale per la Scuola di Scrittura Roberto Agostini

Se siete su FB potete cercare la scuola di scrittura che cito nel titolo.
In ogni caso oggi e St. Ambroeus e io non lavoro. Mi sciallo i mestieri con calma, e poi inventerò qualcosa di nataloso, ben decisa a godermi il periodo, secondo quanto già promesso a me stessa e a voi, in qualche post precedente.
Intanto vi lascio col mio racconto di Natale.

Cena di Natale in giallo dalla Sciura Brambilla

mercoledì 31 ottobre 2012

I personaggi

Se mai dovesse capitarmi di cenare con uno tra i miei scrittori preferiti, mettiamo vivente che già mi pare improbabile figuriamoci aggiungendo l'aggravante di richiamarlo dall'aldilà, e ammettiamo (oggi si va di fantasia) di potergli fare una sola domanda, tanto per non tediarlo, vorrei sapere come i suoi personaggi
si sono palesati a lui. In concreto chiederei a Jonathan Coe come caspita ha inventato la famiglia Trotter.
Perchè la trama è fondamentale, ma io mi innamoro dei protagonisti altrui, e anche dei miei.
Per settimane sono stata in dubbio se riesumare (è pur sempre Halloween tiriamo in ballo qualche scheletro) antiche storie sepolte, per farle risplendere di luce nuova. Lo meriterebbero, davvero, ma non mi veniva
il friccico giusto. E' che in attesa di sto secondo romanzo, ormai definibile il Nirvana, e dell'albo illustrato (progetto n. 2) sto un po' impallata. Per cui ho atteso, tanto il blog è un'ottima palestra, di certo non perdo l'abitudine alla scrittura. Giammai.
Ho aspettato, aspettato fino a quando la traccia di un concorso al quale voglio partecipare (strano, visto che ormai i concorsi per racconti non sono più nelle mie corde - ma questo è diverso per serietà e premio: una cassa di libri) mi ha dato lo spunto.
Appena ho letto gli elementi indispensabili al racconto: acqua, porta un'amica, il vizio peggiore - che devono essere tutti presenti non sceglierne uno -  i personaggi si sono visualizzati e ho dovuto solo farli muovere all'interno della storia.
Questo è il momento felice, quello più bello e atteso. Quello magico, quello per cui scrivo. Ma soprattutto quello che non sai mai se e quando arriverà. Il terrore di ogni autore: e se non dovessi più avere idee?
Perchè vedete io non mi dico "adesso voglio scrivere una storia di..." no, non funziona, non per me almeno. Io aspetto che i personaggi mi parlino, bussino alle mie giornate e risveglino la mia creatività. E divento corpo unico col pc, penso di continuo a loro, il mondo intorno si annulla. Come ora.
"Allora Jonathan dimmi, tu invece come fai?"

mercoledì 5 settembre 2012

Quando ho iniziato a scrivere

Ispirata da Francesca, che ha dedicato un post agli esordi di Paul Auster, mi sono resa conto di quanta curiosità ci sia riguardo il quando uno scrittore ha cominciato. Il quando e il come ecco.
Lungi da me volermi paragonare ad Auster, che pure non  mi fa particolarmente impazzire, ho ripensato al  mio inizio, inizio inizio eh, sì perché io ho cominciato a scrivere quando ho imparato l'A B C, quindi per me la parola scrivere ha da subito avuto il doppio significato di scrivere, nel senso di compitare, mettere insieme lettere a formar parole e poi frasi, e quello di mettere nero su bianco una storia.
Con un picco di nostalgia ho recuperato i 4 quaderni delle elementari, supersiti dopo diversi traslochi. Applausometro per la mia maestra innovativa e folk che ha sempre dato grande spazio e attenzione alla fantasia, a discapito della matematica direi, ma in fondo chissene, c'ho la calcolatrice. Ecco quindi una bella lista delle sue proposte di scrittura, da lei chiamate "il lavoro individuale": un insieme di esercizi da portare a termine nel corso della settimana. I compiti  assegnati venivano scritti su un cartellone appeso in classe: tanto italiano, poca aritmetica, qualche disegno. Per me era sempre una grande gioia l'arrivo del lunedì, con la scoperta delle nuove tracce.

Ma prima i miei amati quaderni, si scorge un disegno: io e la mia gemella davanti alla vetrina di una cartoleria. Preveggenza? Forse, perchè poi la cartoleria Giulia l'ha aperta.

- Dialogo tra .... in una spiaggia affollata (io scelsi una cabina e un cestello di cibarie)
- Inventa una storia con queste parole: amica - televisione
- Racconta un libro che hai recentemene letto, cambiando il finale
- Inventa una storia ambientata nella foresta
- "                           che abbia per protagonista la notte
- Inventa un dialogo tra un cuscino e una bambina
- Inventa una storia con queste parole: impermeabile - ombrello - Mario
- "                           con questi protagonisti: pizza - torta
- Io e.... in barca (io scelsi mia sorella e la mia amica del mare Gloria)
- Descrivi il tuo viaggio casa-scuola e viceversa
- Inventa un'intervista a un gruppo di persone del tempo della preistoria
- Un fungo vede da lontano due cercatori di funghi... continua la storia

E continua anche la lettura se vuoi conoscere lo svolgimento di uno tra questi temi

venerdì 10 agosto 2012

Tu chiamalo se vuoi destino - Di treni e libri

http://it.wikipedia.org/wiki/Non_buttiamoci_gi%C3%B9

Di questi tempi, giorno più giorno meno, mi appresto sempre ad andare in Valtellina per il ferragosto.
Nel 2005 ignara che il grande mazziere stava per distribuirmi la sua carta migliore, mi feci accompagnare in stazione da un collega e trascorsi tutta la vacanza col suo viso dappertutto, sussultando ad ogni squillo di cell. sperando fosse lui, che non poteva essere perchè non ci eravamo scambiati i numeri.
Forse l'avete già capito: dopo il numero di telefono ci siamo scambiati promesse importanti ed è diventato mio marito. Quella fu un estate di grandi cambiamenti, ma anche di grandiose letture.
Era finalmente uscito Circolo chiuso  il seguito de La banda dei brocchi,  e due anni più tardi avrei visitato un luogo cruciale della storia, inventata da quel genio di Jonathan Coe, in viaggio di nozze. Un'emozione potente. La mia euforia aumentava col diminuire dei chilometri che ci separavano da Skagen,  ad ogni cartello che segnalava la strada ancora da percorrere mi agitavo sempre più. Trovate un sacco di immagini nel link alla fine del post, prendetevi un momento per immergervi nel Nord delle Danimarca.

Lessi con gioiosa sorpresa il romanzo d'esordio di Nicholls che avrebbe poi spopolato con Un giorno. Si intitola Le domande di Brian e ve lo stra-consiglio, recuperatelo da qualche parte.

Ma su quel treno per la Valtellina trovai abbandonato in un posto vuoto una copia del romanzo che vi ho linkato all'inizio del post. Desideravo comprarlo, ma stavo temporeggiando, perchè avevo già speso troppo in libri. Sbadataggine o bookcrossing lo infilai in borsa pregando che nessuno venisse a reclamarlo.
E l'altro giorno la mia nuova editor tra i tanti elogi al mio manoscritto, indovinate cosa mi va a dire?
"Il tuo testo nell'impianto narrativo mi ha ricordato Non buttiamoci giù, che è un libro stupendo!"

E niente, a me tutta questa storia sembra un segno, un cerchio che si chiude e dentro ci sono una miriade di cose belle!

  https://www.google.it/search?q=grenen&hl=it&prmd=imvns&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=98EkUIGgAZGWswaK74CYAQ&sqi=2&ved=0CEsQsAQ&biw=1024&bih=567

venerdì 3 agosto 2012

Il portiere stravagante

L'agosto del 2002 fu particolarmente piovoso, magari non lo ricorderete, ma io sì.
L'ufficio mi aveva assegnato l'ultima settimana di giugno di ferie, che avevo trascorso a Monterosso, con mia sorella. Tempo splendido, vacanza spettacolare. Poi 3 settimane di fila ad agosto. Iniziai col trasferirmi in Valtellina con la mia famiglia, pioveva sempre, era freddino e ad un certo punto decisi di non poterne più. Scelsi un albergo a Riccione sulla pagina di promozione turistica di una rivista, prenotai una settimana, mentre un mio caro amico si aggregò per qualche giorno. Finchè rimase piovve a dirotto. Viale Ceccarini colorata di ombrelli, shopping sfrenato, e niente spiaggia. Non appena salutai Massy in stazione il sole bucò le nubi, e iniziai la vacanza per conto mio. Tanto mare, giretti serali, gelato, perfetto. L'ultima sera optai per un parrucchiere, sarei partita al mattino tutta bella in ordine, abbronzata e contenta. Rientrata in hotel verso le 23 chiesi al portiere di notte di mettermi la sveglia per le 7, avevo il cellulare ma preferivo la doppia sveglia: non potevo rischiare di perdere il treno.
Ad un certo punto un trillo.
Mi guardai in giro pensando che fosse troppo buio per essere le 7. Infatti erano le 3.
Alzai la cornetta e sentii la voce del portiere che mi chiedeva:
"Posso salire in camera da lei?"
Basita a dir poco gli risposi seccamente che non se ne parlava neppure, e che come cavolo ti permetti?!!!
Lui insisistette un po', e io riattaccai.
Al mattino seguente protestai con la proprietaria, nel frattempo il portiere aveva finito il turno, ma ebbi l'impressione di non venir creduta. Disse che non era mai successo prima. Io pensai  che forse era anche accaduto, ma la cliente l'aveva fatto salire in stanza, si era divertita e aveva taciuto.

Ho viaggiato diverse volte da sola, sempre in Italia, in treno, qua e là e non ho mai avuto problemi di alcun tipo, se non questo. Sono una persona che ride e scherza con tutti ma mai con un secondo fine, e non sono il tipo da una botta e via.
Siam sempre lì, ognuno fa quel che meglio crede, non biasimo chi ama le avventure estive, ma un minimo di storia di sottofondo credo che debba esserci: due coccole al chiaro di luna, una frittura di pesce in riva al mare, quattro promesse di rivedersi in città a cui nessuno crede, ma è bello far finta.

Questo è il mio raccontino stravagantEstate, se vi va postate i vostri!
Intanto ringrazio i partecipanti!

lunedì 30 luglio 2012

Il mare del vicino è sempre più blu

Levanto, dove ho trascorso il weekend, è un'incantevole cittadina che conosco piuttosto bene. Purtroppo il mare quest'anno si è sporcato tanto, e ho trovato una miridiade di cartelli "vietato..."
Non so se siano più assurdi certi divieti, certi atteggiamenti nei negozi, o certi prezzi!
A Positano che ha la nomina vippesca, ho trovato tariffe molto più basse. Naturalmente non ci si può andare per un weekend da Milano, e poi queste critiche sono anche abbastanza antipatiche, visto che nessuno mi obbliga ad andare a Levanto, quindi la pianto subito.
Il fine settimana è stato delizioso perchè nuotare coi nipotini e inventare giochi fantasiosissimi, allineandomi al loro livello di innocenza e stupore davvero non ha prezzo!
Per cui ho girato per il lido con due cagnolini di gomma in mano, chiedendo a perfetti sconosciuti se avessero visto il cane giallo che si era smarrito, o buttando un'occhiata nella cabine di altri bagnanti, che avevano avuto la sventurata idea di lasciare la porta mezza aperta. E' comunque confortante passeggiare per le viuzze note, fare l'aperitivo allo Stella Maris, rimandando l'orario per la partenza. E all'aerea di sosta dove abbiamo fatto benzina, vedere le donne col costume che spunta dal vestito, i capelli, come i miei, chiaramente, lasciati asciugare al sole in spiaggia, dopo il bagno, per cui crespi, insalsedinati, eppure bellissimi proprio per questo. Insomma il mare è sempre mare tra i gelati e le bandiere (De Andrè) e anche se io amo molto la villeggiatura in altri luoghi (lande nordiche!) credo che il mood marinaro italiano abbia un fascino tutto suo impagabile ovunque.
Che sia piadina romagnola o focaccia ligure (la vecchia lotta di classe, ecco io son più da piadina ve lo dico, ma moralmente non di gusto) un weekend al mare dopo aver già terminato le vacanze è un gran toccasana!
Non solo per l'abbronzatura!

lunedì 16 luglio 2012

Voci di 16 giorni d'estate

Casa e ufficio: denominatore comune il parapiglia e la sana necessità di arginare la tracimazione senza sclerare.
Cose positive: una temperatura che ci metterei la firma per tutta l'estate, e pensa te che figata non aver figli ma una bella cameretta vuota dove occultare ciò che non si vuol vedere, in attesa di lavatrici, stiraggio, valigiame da riportare al suo posto.
Cose negative: tutto il resto. Ma in fondo penso vi importi poco della mia sindrome da rientro : )

Sensazioni random.
Parole, emozioni, i 5 sensi perfettamente attivati, anche un po' il sesto direi. Mio marito ha comprato una serie di giochi di prestigio, ora è orso mago fotografo biciclista chitarrista. Uscivo dalla doccia sgocciolante nel bianco telo, la pelle arrossata, i capelli grondanti (il phon da viaggio è definitivamente morto e il B and B non l'aveva, non aveva neppure la Tv, ma questo secondo me è stato proprio figo!) e lo vedevo lì che annodava corde, "scegli una carta", fazzoletti scomparsi e coccinelle comparse dal nulla.
Pesce, pesce,  e che pesce!
Pizza, pizza, e che pizza!
Limoni, limoni e che limoni!
Nuoto seriamente (traduzione dove non tocco) in un mare smeraldino e faccio cavalluccio sulle spalle di Emanuele, fresco, brividi, risatissime. I sassi sotto i piedi. Un paese in verticale. La cordialità sovrana. La costiera amatissima da scrittori famosi (a Ravello è stato scritto "L'amante di Lady Chatterly). Letture sotto l'ombrellone. I profumi di Positano: brezza del mare, e ancora limoni. E quelli di Capri: bergamotto, e ancora limoni. Napoli That's amore! Tutti stranieri, yehaaaa pazzi dell'Italia e del Parma Ham. La crema di caffè freddo, e la doccia caldissima in spiaggia. I vestitini di lino "Signora le sta un incanto!" "Fanculo non vedi che mi tira tutto sui fianchi? Proprio non scende!"  "Signora lei inganna! Uno guarda i suoi bellissimi occhi e si ferma lì". 
Bruschetta e baci. "Dove ceniamo sta sera?" Non importa dove, il mare è dappertutto: in ogni ristorantino, negli occhi, nelle scarpe, nelle mani, nei capelli, nelle lenzuola, sul terrazzino.
(to be continued)

venerdì 22 giugno 2012

La più bella scena d'amore di tutti i tempi (scusate c'ho il fazzoletto facile oggi)

Quando mia nonna, verso gli 85 anni, era in ospedale per un intervento, a mio nonno venne un ictus e lo ricoverarono nello stesso edificio. Così, con le dovute cautele, i figli raccontarono alla nonna l'accaduto e il nonno fu accompagnato al piano di sopra a trovare sua moglie. L'incontro, al quale non ho assistito, ma è come se lo avessi fatto da tanto me lo sono figurato e da quanto li ho amati (a chi ha letto il mio romanzo posso dire che la pagina in cui descrivo la morte di mio nonno mentre la famigerata Pini mi martella di domande è vera) è stata la più grande scena d'amore mai scritta. Si abbracciarono e nonna gli disse piena di tenerezza in dialetto: "Nito, cosa ti è capitato?"

Non so perchè mi è venuta in mente sta cosa proprio ora, un insieme di associazioni di idee e percorsi arzigogolati a braccetto tra cuore e cervello, I suppose.
E' da ieri che tutto esplode dentro di me in momenti di commozione inevitabile e struggimenti vari.
Piango vedendo la signora emiliana che assiste alla demolizione della sua casa in TV. Piango leggendo il bellissimo sms di commiato del collega che mi saluta e ringrazia, perchè in seguito a decisioni ai vertici aziendali è stato spostato in altra sede.
"Da lunedì non saremo più vicini di scrivania..."
Il resto lo tengo per me, scusate ma non so mai bene chi approda qui.
Con la parte in blu di questo post partecipo al contest "la più bella scena d'amore di tutti i tempi", che nessuno ha ancora indetto. Ma portarsi avanti è sempre cosa buona e giusta. (E diamo a Cesare ciò che è di Cesare, l'idea del non-contest è di Robin nel nido e mi par corretto riconoscerlo).

venerdì 1 giugno 2012

Di insalata di riso e cugine

Se c'è una cosa che per me fa tantissimo estate è l'insalata di riso, per la quale ho le mie regole:
No ai condiriso inscatolati, a tutto c'è un limite, aprire una scatoletta e sbatterla in una terrina con riso bollito non è riso freddo.
No ai sottaceti sottoli con quel gustaccio di condimento industriale.
Sì alle verdurine cotte al vapore nella lattina, io uso il mix mediterrano valfrutta: mais,  peperoni rossi, pisellini, olive nere e verdi, lo trovo comodo, non ha gusti aggiunti essendo conservato semplicemente in acqua salata.
Sì a 5 ingredienti oltre al riso ovviamente, metto minimo 5 cose diverse, tra quelle che vado ad elencarvi:
mozzarella (tipo ciliegine o anche altri formati dipende dalle marche, ci sono le chicche e le orecchiette), tonno, tocchetti di prosciutto cotto, olive (se non uso già il mix di cui sopra), wurstel, funghetti, pomodorini a ciliegia, cozze, gamberetti. Questi ultimi, mai insieme, mi rendo conto possano far storcere il naso, ma per me la migliore è proprio quella con le cozze. Avrete notato, o forse no, che manca l'uovo sodo, ci starebbe anche bene ma mio marito non mangia il bianco per cui evito.
Ricordo perfettamente la prima volta che l'ho provata: eravamo al rinfresco per la prima comunione di mia cugina Samantha, che abitava nel palazzo di fronte a noi. 4 figli tutti avuti a distanza di 4 anni uno dall'altro, di cui la penultima ha 2 anni più di me, e l'ultima, ovvio, 2 in meno. Eravamo piuttosto legati, poi si sono trasferiti in provincia di Pordenone, c'è stata anche una brutta litigata anni dopo tra le mamme  (mogli di 2 fratelli) e si sono letteralmente persi i contatti. Ho rivisto gli zii e Samantha 5 anni fa, al matrimonio di  un'altra cugina. Ebbene per la comunione allestirono una cena sul balcone. Si noti che vivevano in 6, e han sempre avuto minimo 2 cani lupo enormi, in 2 locali, ma avevano questo terrazzo che girava intorno ad un lato della casa, per cui potevi accedere dalla cucina o dalla sala e si affacciava anche la finestra del bagno. Mi sono sempre piaciute le case composte in questo modo, da matti proprio. Mi sembra figo entrare da una parte per uscire dall'altra, nascondersi cose così, perchè per certi aspetti sono rimasta ferma all'età di 8 anni. E sul tavolone sul balconcione c'era sta ciotolona con l'insalata di riso, che non avevo mai assaggiato. E alla festa un gran casino, una famiglia tanto diversa dalla mia, noi sobrissimi, alla comunione abbiamo invitato solo i nonni, stop. E pure alla cresima.
Tutti i cugini ci invitavano (siamo tanti) e mia mamma no, irremovibile, rischiando di passar per stronza, invece lei è così non ama i casini, ma è brava-brava. Per la comunione ci ha spediti  al bar a scegliere la torta gelato sul cartello dell'Algida. E niente confetti, solo le immaginette.
E a casa di questi cugini c'era sempre l'aranciata Fanta, mentre a casa nostra mia mamma faceva una tazzona di thé freddo, per dire. Il cibo è cultura molto più di quanto si pensi.
E quella sera sono uscita sul terrazzo dalla sala, ho preso un piattino di questa insalata di riso e sono rientrata dalla cucina, e ho pensato che mi stavo proprio divertendo: in quella casa c'erano sempre un sacco di cose strane!

E voi cosa mettete nell'insalata di riso?

domenica 27 maggio 2012

Bologna bella lì!

Scrivo di oggi, lo faccio di getto alla solita maniera come viene viene.
Per le foto un po' di pazienza.
E' stata una splendida giornata di sole, cielo blu e case rosse. Bologna la rossa, ho ancora il dubbio se sia per il colore delle case, o per l'idealogia politica. Bologna che è sempre stata il crocevia dei miei viaggi in treno verso la Romagna per vent'anni, da Milano ci volevano quasi 2 ore e mezza, scompartimenti da 8 posti, e dopo Bologna si iniziava a sentire il profumo di mare, forse solo nella mia testa.
Bologna della strage, lo squarcio nel muro e nel paese.
Bologna di oggi.
300 km all'ora e non sentirli. Un artista di strada che mi incanta e gli stringo la mano. Tortellini e lasagna. Tanti passi, mal di piedi. Noi: io e mio marito, ciarlieri, silenziosi, io scrivo con la mente, lui fotografa. Piazza Nettuno e i giochi  in legno di una volta. Piazza Grande che poi è Piazza Maggiore. Le due torri. Il palazzo del Podestà eccezionalmente aperto con un delizioso mercatino equosolidale. Una sposa col cappello nero. Clara e Owl ormai non sono più blog incontri, ma incontri e basta. Una simpaticissima libraia complice. Una presentazione inaspettata con l'autore accaldato, ma non può togliersi il maglioncino perché sotto indossa solo una canottiera, allora ci si trasferisce all'aperto e succede di tutto, ma proprio di tutto. Il romanzo di Clara con la sua voce; la guardo di traverso e passo tutto il tempo ad invidiarle il nasino. Gli abitini di Clara, non l'ho mai vista coi pantaloni. Devo imparare anch'io a viaggiare coi vestitini. Il marito di Clara che tanto lo conoscevo già. La gente che ascolta  e ancora una volta ho la conferma che a star in mezzo ai libri, difficilmente ti trovi male. I discorsi di Owl cicerona, in un'altra vita eravamo sorelle, per cui la capisco benissimo. L'accento bolognese, ah se mi piace! Il terremoto: quando la vita trema e tu rimani fermo, aggrappandoti a cartezze che non hai più. Gli abbracci, i ritorni, i progetti, la vita. Stanca ma felice: la solita frase dei temi da bambina.

lunedì 30 aprile 2012

Verniciare il dolore

La modalità cantiere è nuovamente attivata. Sono arrivati alle 7.20 e ho pensato "ah già che avevano queste facce!" E il capo, un ragazzo quasi mio coetaneo, figlio del proprietario che oggi non c'è, ha estratto la sua magica cartella coi colori metallizzati, dalla quale 2 anni fa avavamo scelto la tinta oro per la camera. E io sono qua in cameretta, sommersa dall'oggettistica della cucina e del soggiorno. Le loro chiacchiere si mescolano all'odore della vernice; parlano di vacanze e mi sembrano proprio bravi. Non solo come imbianchini ma come persone, mi sono simpatici ecco. Mi sembrano tipi sani, cresciuti a pane e vernice che non andrebbero in giro a sedurre e abbandonare fanciulle fragili e fare altre puttanate.
Saranno giornate lunghe e faticose. Giovedì consegnano il mobile dei sogni. Chissà che effetto farà? Tra una settimana sarà tutto finito, potrò tirare un sospirone e dirmi "vai Ilaria, anche questa è fatta!" E tra due mesi si parte per le vacanze! Spezzeremo il viaggio fermandoci in Toscana, nei nostri posti del cuore:
Pescia in andata, Cortona al ritorno.
Sono successe tante cose brutte.

Sarebbe stato meglio se non succedevano, come no? Ma un sacco di cose succedono e basta. Direi tutta la vita succede e uno deve solo imparare a gioire delle cose belle, banalmente, e a non farsi sopraffare da quelle tristi. Il resto è contorno. Se l'arrosto è disgustoso, magari le patatine non saranno male. Quando il piatto  principale non va giù, occorre rimpinzarsi di contorno. Per non morire. 
E magari scopri che le patatine alla fine le preferivi ad un buon arrosto!
La sala la facciamo argento.
Dopo la prima mano deciderò se scurirlo, schiarirlo o cosa. Dalla cartella ero troppo indecisa. Mio marito ha dimostrato massima fiducia in me, andando a lavorare. Rischia di trovarsi le pareti fucsia (lui odia tutte le tonalità del rosa) al suo ritorno!
Le previsioni del tempo davano "nubifragi!" Madò addirittura?! Non pioggia, no nubifragi. Invece c'è il sole.
Tiè. Il meteo a volte mi sembra come quall'amica acida che disfattista che tutti abbiamo nella cerchia delle nostre conoscenze. L'amica del "vedrai..." 
A volte sono proprio brava, i dolori passano, li imbianco di colori nuovi: quello che c'era sotto non si vede più! 

domenica 22 aprile 2012

Libri Castello e Brunch nella giornata della terra

Oggi nelle scuderie del Castello di Carimate (Co) si è svolta la seconda edizione di una fiera dedicata alla piccola editoria che, come non mi stanco mai di dire, credo vada diffusa e difesa.
E' stato bello coniugare, senza fare chissà quanti chilometri, cultura, passeggio e un buon brunch.
Mi ero infatti informata che nel Castello era possibile fare il brunch a 20 euro anzichè i soliti 25. Io sono una grande estimatrice del brunch, questo si è rivelato ottimo, anche se privo di caffè americano ahi ahi ahi, e molto ricco, impossibile assaggiare tutto. Personale gentile, efficiente e una splendida sala. Lo consiglio per una gitarella. Che poi noi era tantissimo che non si faceva una gita domenicale!
Nell'adiacente Piazza Torchio in un'incantevole coreografia si trovavano le bancarelle degli editori, dove, come al solito, ho raschiato il fondo del barile dei risparmi, e acquistato tutto ciò che vedete nella foto.
Ho ritrovato editori a me noti e ne ho scoperti di nuovi. Mi piace sempre intrattenermi quando vedo gente appassionata nel proprio lavoro, che magari fatica ad affermarsi nonostante le idee tutt'altro che banali.
Ho anche preso contatti con alcuni editori muovendomi nella mia tripla veste di lettrice, scrittrice, e turista appagata.
Per celebrare l'earth day today ho scelto di non cambiare troppi piatti, bicchieri, tazze al brunch, insomma mangiavo e bevevo sempre negli stessi dolce e salato, succhi vari,  cibi e bevande (per risparmiare acqua nel lavaggio!) solo che i camerieri continuavano a sostituirmeli, allora gliel'ho spiegato e...mi sa che non han capito!
Si noti il cielo blu (non è piovuto, mentre a Milano ha fatto un bell'acquazzone).
Continuate la lettura... arrivano le foto! : )


sabato 21 aprile 2012

Navigli Portrait

Ve l'avevo promesso e finalmente oggi il bel tempo ci ha permesso di realizzare questo book fotografico dei nostri navigli, qualcosa di molto personale, senza vere pretese artistiche ma con la voglia di immortalare gli scorci più significativi per noi, di una delle zone tra le più deliziose di Milano.
Mission girare sulle due sponde: Ripa di Porta Ticinese e Alzaia Naviglio Grande e acquistare una simpatica statuetta dei fratelli Dalton, che avrà un posto d'onore nel nuovo mobile in sala. Dei Dalton non ho trovato immagini disponibili nel web.
(Al soggiorno rinnovato dedicherò un post).




Quando la nostalgia per la Grecia è troppo forte sappiamo dove rifugiarci




Al MAS! locale spagnolo dopo meno di 4 mesi dal primo appuntamento abbiamo deciso di sposarci!




lunedì 2 aprile 2012

Arare l'anima

Le tristezze della vita sono come pietre che rotolano lungo l'anima, formando solchi, e poi si piazzano in qualche punto dentro di noi, scavando una nicchia, rubando un po' di spazio alla serenità. Per sempre.
Potrà essere un percorso più o meno lungo, un solco più o meno profondo, ma è inevitabile. A volte sembra che la pietra ci soffochi, altre se ne sta lì, piuttosto quieta, senza dar troppo fastidio. Questo sono i dolori.
Ci vuole tempo per arare l'anima, per lasciare che la pietra trovi posto in noi, e io sono in piena aratura.
Parole, tante "non ti angosciare", "io sono qua se vuoi sfogarti", "sei messa a dura prova da mesi" e braccia che non mi deludono. E qualcuno che forse non capisce a fondo la mia pena, e la mia pietra.

Non si svolta, si va avanti. Ho cucinato con calma un merluzzo arrosto al limone (fresco, meglio dirlo visto che sono la regina dei surgelati!) proprio buono. Tempo, chiedo tempo, per cucinare, per arare, per me, per chi mi sta vicino.
"Non voglio stare così male. Cosa potrei fare?"
"Potresti vedere qualche blog-amica!"
Eccolo il marito propositivo: sa aspettare che l'aratro faccia il suo lavoro, per ricominciare a seminare.
Ho ordinato uno di questi cavallini, il n. 3 ora è mio. Per un regalo battesimo. Adorabile, l'ho impacchettato con un tessuto arancione di organza trasparente, legato come un uovo di Pasqua, visto che Pietro verrà battezzato durante la Veglia, sabato. Lo infilerò in un sacchettino di semplicissima carta da pacco, la stoffa sbruffante che sporge, la carta del sacchetto piena di timbrate orsacchiotti.
http://www.mycountrynest.org/2012/03/cavallini-giocattolo.html
Cose semplici, deliziose.
E l'aratro scorre, piano piano. Dov'è l'anima? Vicino al cuore? Quanta strada deve ancora fare?
Quando ho ricevuto la prima Comunione una bimbetta odiosa criticò le mie scarpette blu.
"Ma tu hai l'anima blu? - mi disse - Devono essere bianche!!!"
"Ma tu hai l'anima nei piedi?"

mercoledì 28 marzo 2012

Oggi Milano

Oggi Milano è una fetta di pane spalmata di sole.

Ci aggiungo di tutto a questo panino:

Spezzoni di discorsi in metropolitana "mio figlio ha dormito con noi nel lettone fino a 7 anni, a casa nostra non ci sono regole" - bravi, bravissimi tirateli su come dei deficienti a cui tutto è concesso!
La poltrona del dentista da cui voglio scappare, mille volte mi dice "può tenere la bocca più aperta?"
Il caffè con la mobiliera, chiacchiere e rilievi, misuriamo centrimetri di muro e metri di vita.
Il caffè da McDonald, mi sbrago come se fossi a casa, leggendo il quotidiano in dotazione del locale.
La spesa con calma, corsie vuote e ipotesi di aperitivi casalinghi.
Il teatro di 'sta sera, quasi quasi mi metto il vestito di Max Mara che mi han regalato e che mi sta un incanto, non avrò freddo?
Il libro di Clara, letto su una panchina ai giardinetti davanti al dentista, il tempo si ferma.
Owl che colora i miei sogni e mi fa volare.

Poi lo condisco col sale delle lacrime, la testa appoggiata al cesto della biancheria, che mi sorregge dai miei crolli momentanei.

lunedì 26 marzo 2012

Madò! (Di libri e amici)

Mi pare che sia di gran moda affermare che il tal periodo è il più freddo/caldo/nevoso/secco/ da secoli.
E così dopo il febbraio più gelido ci tocca il marzo più caldo. Apperò io confermo, eh sì, mai di 'sti tempi avevo estrapolato il mio completo lilla.
Che bello!
Adoro i completi fai da me: maglia Benetton, pantaloni  del mercato in questo caso. Identico il colore, e la maglietta l'ho comprata dopo, senza avere il campione con me, che se l'avessi cercata giammai l'avrei trovata; di solito se le sfumature sembrano uguali, quando torno a casa e accosto i due capi fanno vomitare.
Sto cercando un filo conduttore per questo post. Aspetto un'amica per il dopo cena. La conosco da poco meno di trent'anni ma ci eravamo un po' perse di vista, ora abitiamo vicinissimo e abbiamo una disgrazia comune, sì i insomma quella roba lì di cui parlo da Nina. Magari ci abbracciamo sul divano piangendo, ma è più  probabile che ci limiteremo a mangiare frollini a scacchiera cioccolato e biscottino, e Ritz. Ah sì il divano rimane quello vecchio, però ci siamo attivati per crare un angolino lettura indonesiano che è una delizia. Poltroncina e tavolinetto arriveranno a maggio. Dicevo i Ritz. Madò era una vita che non compravo i Ritz. Li ho visti al supermercato e li ho presi di getto. Madò adesso scrivo sempre madò madò madò perchè l'ho letto nel romanzo di Clara. Madò c'ho un'amica che ha pubblicato un libro con Bompiani e ha tutti i numeri per diventare un best seller. Madò magari Clara andrà da Bruno Vespa. Che figata, quando l'ho trovato in Mondadori, mica messo di costa come il mio, che per scovarlo devi sapere che esiste, altrimenti cicca cicca, no, "Tu come tutto quello che tocchi" era appoggiato sul tavolo delle novità, come una camicia stirata di fresco. Madò! E niente, i libri che bella cosa. Mi ha scritto Vic tutta felice, persino commossa, per la mia recensione (vedi post precedente), mica ci eravamo accordate: le ho fatto una sorpresa!
La sento così in sintonia con me! Ha un modo di fare delicato, affettuoso e morbido.
Poi nel blog di Elizabeth B. si commentava a chi è piaciuto " L'ombra del vento" e a chi no.
Madò io l'ho adorato, e sto facendo la figura di quelle che legge cose sciape, e si auto-spaccia per pseudo intellettuale. Però che gran bel parlare, parlare di libri, confrontare i gusti.
Quanto i libri mi hanno legato agli amici, mi hanno offerto argomenti come binari dai quali partire, senza mai sapere dove saremmo approdati.

PS. Lo squillo del citofono non mi ha permesso di pubblicare questa mail al momento, lo faccio ora, aggiungendo che è stata proprio una chiacchierata che ci voleva!

martedì 20 marzo 2012

Quando la crisi ti coglie, ma tu non sei impreparato

Credo che ognuno abbia i suoi metodi per affrontare e magari sconfiggere la crisi.
Io ne sto sperimentando diversi, laddove per crisi intendo la mia personale e quella economica che coinvolge un po' tutti.
Magari questo non è un gran post, però mi andava di raccontarvelo perchè l'anima di questo blog è la condivisione, per non dire che non posso ancora postare le foto per cui sono un po' a corto di idee.

Per la crisi mia sto ricominciando a scrivere, soprattutto non tanto nuovi testi, quanto sbattermi per proporre i vecchi (si fa per dire). Partecipo ad un concorso col mio secondo manoscritto (il primo era su un floppy che ho perso, per cui mi rimane solo una copia cartacea ma non è detto che non decida di metterci comunque mano, andrebbe rivisto molto seriamente). Si tratta di un giallo scritto da me e poi rimaneggiato da un amico, per cui ora è un romanzo a 4 mani, un avvincente thriller, dal titolo "Sognando la villeggiatura". In molti l'hanno letto in fotocopia ed è sempre piaciuto tanto. Il primo premio è la pubblicazione e mi pare di poter avere qualche speranza. Dopo Pasqua sono attese risposte importanti, per due lavori distinti ai quali uno splendido editore si è detto interessato, via diciamola tutta mi ha cercata lui!! Se dovesse essere un rifiuto, niente panico, ormai so come trattare i "no" e sto già attuando una strategia.

Per il portafoglio ho valutato che l'Unione consumatori consiglia sempre l'acquisto di prodotti di marca dei supermercati, tipo marchio coop, esselunga, primia e ho deciso di buttarmi un po' su questi nomi. Faccio prevalentemente spesa alla coop quindi ho pensato di provare il caffè Grandaroma coop. Io ho ereditato la tradizione di casa dei miei, dove il caffè è unicamente Lavazza Oro o muerte, che ha raggiunto un prezzo folle, credo sia l'articolo che ha subito un aumento maggiore negli ultimi anni. Questo Grandaroma costa meno della metà, e sta sera sorseggiandolo non ho percepito sta gran differenza, anzi, mi pareva uguale, o quasi.

E mi sono iscritta ad uno swap pasquale. A parte la blog amica che l'ha indetto, non conosco nessuna partecipante, per cui sarà divertente creare qualcosa a tema per farmi conoscere (traduzione: evitare di fare i miei soliti pasticci, che come biglietto da visita sarebbe penoso). Con questo obiettivo occupo un sacco di serate e di neuroni, senza spendere soldi, nè pensare ai miei guai (morale: con una mossa combatto due crisi!)

Perchè, come diceva Einstein, la crisi può diventare una grande opportunità di cambiamento a saperla cogliere.

Miiii in 'sto periodo son proprio piena di opportunità allora  : ) che culo!

domenica 18 marzo 2012

A spasso con Picca Gaia in una Milano incantata

Eccomi.
Vi offro emozioni a raffica in ordine sparso.
La chiacchierata io ed Owl da McDonald - tappa caffè pipì - durante la quale le ho buttato addosso tutto il mio sconforto, la mia rabbia, il mio io più profondo ed intimo, sicura che lei mi avrebbe, ascoltata, capita, confortata coi suoi occhi azzurri tanto simili ai miei.
L'arrivo di Sfolli in splendida forma con un abbinamento calze-maglione ocra assolutamente divino e Picca Gaia nell'ovetto che, da quel momento ho spinto io, gongolandomi assai. Passanti in estasi fermi ad ammirare una frugoletta di sole 9 settimane già così espressiva. Bellissima, tesoro, bravissima "Oh my god sono pazza di lei!"
Il brunch in questo lindo locale scovato per caso su un lato della stazione.
Una brioche al pistacchio con una crema verde Shrek da urlo.
Discorsi maledettamente seri che sfociano in risate inaspettate e sincere. Confidenze che manco nel confessionale. Poppate e Noi. Punto.
E treni persi ancora, un po' volontariamente un po' perchè "azz che ore sono?!"
E non è che ci si possa scapicollare per le scale con una neonata.
Facciam con calma, ci si risiede e che tanto dov'è il problema? Tra un'ora ce n'è un altro!
E saluti baci abbracci: è già il mio terzo incontro Sfolli in 6 mesi e ogni volta penso che per lei ho scritto uno dei miei post più riusciti, quello sulla blog amica, dove i miei arrovellamenti cerebrali sui blog rapporti trovarono finalmente voce e concretezza.
A quel punto ho proposto di riempire le 2 ore abbondanti che ci separavano dal Freccia Rossa Santo Subbbito che avvicina le amiche, con il classico tour Duomo Castello, perchè Owl era stata precedentemente a Milano solo di sfuggita. Benissimo perchè sono riuscita a mostrarle il meglio della mia amatissima città, oltre gli steorotipi, indicandole certi fregi di palazzi incantevoli, non solo tutta l'imponenza del Duomo, i giardini del Castello, la Galleria che sfocia davanti ad uno dei nostri orgogli più grandi: la Scala. Fino all'imbocco del parco Sempione, prova che Milano è anche verde, che attualmente ospita un allegro Luna Park E lei ha gradito tutto, rapita da una città inaspettata che sapeva parlarle di domeniche tranquilla al parco coi bimbi, di mangiate in ristorantini squisiti, di arte ad ogni angolo. Ma perchè mai si associa sempre Milano allo smog e alle firme spocchiose?
Dio Bono (ah come mi piace il bolognese, lo adoro proprio!!) non siam state zitte un minuto!
E alle 17.20 abbraccione finale!
Io e Owl abbiamo un progetto in comune, pochissimo noto. Non lo so come andrà. Ho una grandissima fiducia nelle sue capacità creative, la stimo come donna e come artista, perchè lo è. Le ho affidato un sogno e lei lo sta custodendo facendolo crescere come un figlio. Davvero. Per me questa cosa è  importantissima, faccio una gran fatica a condividere le mie cose, ma con lei è stato spontaneo proprio lo specchio della nostra amicizia.
Spero che il mondo sappia riconoscerle il valore che merita.
E infine volevo anche dire che io ho una voragine dentro di me, e ho tanta paura che piano piano mi inghiotta, invece oggi Sfolli, Owl e Picca hanno cominciato a riempirla.

mercoledì 7 marzo 2012

L'ombra della luce

Le serate senza pc sono strane. Guardo il tavolino vuoto e penso a voi "chissà cosa stanno pubblicando i miei blog amici?" Oh, come vorrei mandare una  mail  alla tale..., revisionare un racconto, perdermi con 6 blog aperti sovrapposti, un commento a metà, un nome che mi sfugge perchè non l'ho salvato!

Il tempo si dilata e assume forme inconsuete: guardo l'orologio ed è sempre prima di quanto pensassi.
Ho ripulito 3 cassetti/fogna trovando di tutto e recuperando spazio vitale. Documenti bancari di assicurazioni già riscosse, conti chiusi, garanzie di elettrodomestici ormai in discarica, prescrizioni mediche che ho deciso di non usare (quella mi si è spaccato il cuore a rivederla), ricevute di un corso di pilates di 3 anni fa, polvere, polvere, polvere. Non ho ritrovato la cartina dei mezzi ATM che sono certa di avere, ma ho recuperato il libretto coi locali di Milano, allegato allo smart box che cercavo da tempo.

Ho finito di leggere un libro, di cui vi parlerò presto.
E mi sono strafatta di Battiato, lasciando che la sua melodia mi avvolgesse con le note aggrappate alla gola. Una malinconia greve, quasi bella, ha reso i miei dopo cena un po' Flinstoniani con un sapore di gassosa, caramelle azzurre e rosa di Paperino che nessuno ricorda più, e gesti retrò come tirare giù il finestrino dell'auto con la manovella, pagare la bolletta della SIP e giocare in cortile.

domenica 8 gennaio 2012

Luci spente

Si stanno spegnendo anche le ultime luci di queste holiday seasons.
E' rientrato anche chi si è sparato due settimane di vacanza, in modalità scolastica, cosa che già so non potrò mai permettermi. Bello avere delle certezze.
E domani si riparte. Oddio c'è chi non si è mai fermato o quasi; un nome a caso: Ilaria vostra.
Mi viene un po' di groppone se penso a questo periodo che nessuno potrà mai restituirmi e che ho vissuto così altalenante, al Garabombo che chiude e bye bye ce lo rivedremo a novembre. Vorrei che restasse tutto l'anno, come una solida certezza (un'altra?), una sorta di neverland delle felicità solidale. Un tendone dove dimenticarsi i guai.
Ma domani lo smantellano, come i sogni di Natale che non sopravvivono all'Epifania. Ci si riequilibra sul quotidiano, passo dopo passo, allungando le mani verso la ciotola dei cioccolatini e della frutta secca inevitabilmente ogni giorno meno colma, fino a raschiare il fondo per trovarci le ultime briciole di possibilità. Niente. Neanche le carte sberluccicose.
E conti sulle dita delle mani i doni ricevuti. La renna smarrita chissà dove sarà. Seduta in poltrona, con la grolla piena e le zampotte in prossimità di un caldo fuoco. E prima di percorrere la volta stellare ce ne passerà di tempo. Riposati renna, hai un sacco di giorni davanti a te.
Da sgranare come le perle di una collana: ne perdi una e tutto il filo rovina a terra trascinando le perle sul suolo, irrecuperabili sotto la credenza.
Ti stendi sul pavimento, frughi col braccio teso: trovi un mozzicone di matita, una gommina profumata, un fusillo Barilla e un bottone, ma nessuna perla.
Perduta, come i giorni passati a piangere su queste 12 notti di Natale, che nessuno mi ridarà.

Riaccendetemi le luci! Dov'è il Lampionaio del Piccolo Principe?

.Il Piccolo Principe Qualcuno l'ha avvistato laggiù con la renna smarrita, giocavano una sfida incomprensibile con carte misteriose, mi hanno esclusa dal banco. Ho già perso, senza neppure capire le regole del gioco.
(Immagine presa dal web)